Venerdì 5 agosto Belardelli sul Corriere della sera, a proposito dello Stato islamico, faceva il paragone dell’Is con i totalitarismi del 1900, fascismo e comunismo. Perché, sosteneva, nell’Is c’è una forma di nichilismo, di eliminazione della realtà umana simile a quella nazista e comunista.
Penso che il paragone sia corretto in parte, solo per quello che riguarda il nazismo. Il comunismo ha sempre avuto come stella polare la prevalenza della realtà materiale su quella “non materiale”: ha sempre raccontato che, risolvendo le necessità materiali, l’uomo avrebbe realizzato se stesso. Completamente diversa, astratta e delirante, l’idea nazista dell’uomo che realizza se stesso per l’eliminazione dell’altro. Il corpo, la realtà materiale umana, è solo un’epifania della realtà umana, un mezzo per realizzare l’esistenza autentica e non una realtà veramente esistente. In questo è molto simile al pensiero religioso dei monoteismi per cui la vita vera è quella dopo la morte, quella terrena è solo un passaggio.
Il comunismo va certamente superato, ma non annullato. Sostenere che sia stato come il nazismo significa annullarlo. Significa dire che destra e sinistra sono la stessa cosa. Non è vero. Va riconosciuta al fondo una differenza teorica. Se si comprende questa differenza allora si può superare il comunismo e pensare all’idea che il comunismo non sia mai stato in verità Sinistra. E questo per un motivo teorico prima che politico.
Il comunismo è stato un’identità per tantissimi. Ma era un’identità parziale, perché soltanto identità politica e non culturale. L’aveva capito bene Antonio Gramsci, che insisteva perché ci fosse un’egemonia culturale che affiancasse gli intellettuali ai politici per dare al comunismo l’identità culturale che non aveva.
Fu un amalgama che non riuscì. L’idea della prevalenza della realtà materiale e la mancanza totale di qualsiasi forma di ricerca o di domanda su quale sia la realtà del pensiero dell’essere umano permise all’idea religiosa della immutabilità del pensiero umano di sopravvivere.
Per fare un’identità che sia anche culturale della Sinistra occorre pensare che il pensiero umano non solo non sia immutabile ma si possa trasformare.
Ecco l’idea fondante con cui dieci anni fa è nato Left: aggiungere la parola Trasformazione alle tre parole della Rivoluzione francese, Liberté, Egalité, Fraternité.
Queste quattro parole possono diventare pensiero politico se si pensa a una Sinistra che persegua la realizzazione di un’identità completa degli esseri umani e non soltanto alla equa distribuzione dei beni per la soddisfazione dei bisogni.
Questa idea fondante di Left oggi è ancora più valida e più forte di 10 anni fa. Ho chiesto di nuovo a Ilaria Bonaccorsi insieme a Raffaele Lupoli di continuare il difficile lavoro di riempire ogni settimana di contenuti e storie le quattro parole. La nostra linea editoriale è ambiziosa, è difficile ma necessaria ed ha per noi un grande valore. Non siamo d’accordo con chi ritiene che la linea editoriale non serva.
Un grazie di cuore a Corradino Mineo che ci ha aiutato con la sua esperienza e professionalità. Continuerà a scrivere per Left. I sette mesi trascorsi sotto la sua direzione sono un bagaglio prezioso che porteremo con noi per fare un Left ancora più bello.

Matteo Fago

Di recente hanno scritto, per motivare l’assenza di linea editoriale in un periodico: «Il mondo è tondo mentre la linea è monodimensionale, inadatta quindi a capire l’oggi e i suoi abissi. È prevedibile, va da un punto A a un punto B». Il mondo è tondo perché è natura. La linea è creazione umana. Non esiste in natura. Ma non è prevedibile e porta alle curve della scrittura. Left avrà una linea. Affatto semplice. Quella della scrittura delle “cose umane”. Saluto anche io Corradino, lo ringrazio infinitamente per questi mesi insieme e lo aspetto su Left, lui lo sa. Come ringrazio l’editore per la rinnovata fiducia e do il benvenuto a Raffaele Lupoli, il nostro nuovo condirettore “gentile”, che insieme a tutta la redazione costruirà Left ogni settimana. Questo numero intanto lo dedichiamo ai ribelli.
È per noi. Tutti.

Ilaria Bonaccorsi

Questo editoriale lo trovi su Left in edicola dal 13 agosto

 

SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti