I suoi ritratti di donna scultorei ed essenziali come fossero levigati dalle acque del mare. I nudi appssionati, i volti accesi da una luce malinconica. Sguardi che puntano lontano o come assorti in una poetica rêverie. Con una bella selezione di opere provenienti dai più importanti musei, non solo francesi e italiani, in Palazzo Ducale a Genova dal 16 marzo si racconta tutto il percorso del pittore livornese . La mostra Amedeo Modigliani   prodotta da Mondo Mostre Skira , riannoda i fili della sua folgorante avventura artistica e poco fortunata carriera cominciata alla galleria di Léopold Zborowski di Parigi, nel 1917, quando i suoi nudi femminili irriverenti, sintetici eppure suadenti fecero sobbalzare la borghesia bene della città.

Dal Musée de l’Orangerie, dal Musée National Picasso di Parigi, dal Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa, dal Fitzwilliam Museum di Cambridge, dalla Pinacoteca di Brera arrivano opere in cui la poetica di Modì cercava ancora una propria strada  cercando ispirazione nella scultura “primitiva” e di popoli extra europei, per arrivare poi  alle  opere mature, degli anni 1915-1919, nei giorni durissimi, in cui infuriava la prima guerra mondiale. A Genova ci sono i ritratti dei compagni di vita e di arte a Montmartre e Montparnasse. Moise Kisling (del 1915 e un disegno su carta del 1916), del gallerista Georges Chéron, del pittore Chaim Soutine (1916).

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Si ritrovano i ritratti di Beatrice Hastings  1915), Lunia Czechowska, Hanka Zborowska (in un disegno a matita del 1916), e  i molti appassionati ritratti della giovane compagna Jeanne Hébuterne.  E poi nudi come  Nudo disteso del 1918. Pur non abbandonando mai la figura, Modigliani arriva ad una essenzialità di forme pari a quella del  cubismo sintetico ma senza perdere la tenerezza.  Il suo lavoro, anche se attraverso strade diverse, è assonante con il primo astrattismo che maturava proprio a Parigi, dove Modì si trasferì nel 1906. la mostra genovese curata da Rudy Chiappini, offre una nuova affascinante occasione  per apprezzare dal vivo il talento insieme classico e modernissimo di questo tormentato pittore, morto prematuramente anche a causa dei una vita bohémien che minò la sua già precaria salute. I ritratti, i nudi qui esposti sono il risultato di una originalissima fusione fra astrazione e figurazione. Tralasciando i dettagli Modigliani mette in risalto ciò che è profondamente umano e universale. “Quello che cerco non è né il reale né l’irreale, ma l’inconscio”, diceva Modì.

 

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La mostra è aperta fino al 16 luglio.  Tutte le informazioni su : www.modiglianigenova.it

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