Condividi

Ci sarà anche lui, l’eclettico Emir Kusturica, stavolta in veste di musicista, tra gli ospiti dello Sponz Fest dal 21 al 27 agosto a Calitri e in alta Irpinia. Il regista, ex bosniaco naturalizzato serbo, è un personaggio che della politica e dell’impegno sociale ha fatto il suo vessillo. Con Underground, negli anni Novanta, Kusturica compie la sua svolta nel cinema con quella Palma d’oro a Cannes che gli valse lustro e fama. Da allora, un susseguirsi di pellicole surreali e avvincenti per svelare il sentire del popolo della ex Jugoslavia, fino al più recente On The Milky Way. Kusturica ci parla degli argomenti che gli stanno più a cuore: come il fiume di esseri umani che da sempre emigrano alla ricerca di una vita migliore e la promozione della cultura. L’unico antidoto alla guerra.
Per girare La vita è un miracolo, lei ha ricostruito un intero villaggio chiamato Küstendorf, ispirato alle ambientazioni che ritroviamo in alcuni versi di Ivo Andrić. Già in Underground, nella scena finale, lei auspicava una terra felice, di tutti, senza divisioni e odio. Cosa è possibile fare per questa terra dei sogni?
Le città fondate sono due: Küstendorf in Serbia, successivamente Andricgrad in Bosnia. Lo stesso nome di Küstendorf mi è stato suggerito dal mio amico Peter Handke, con l’auspicio di creare un villaggio delle arti, dove le giovani generazioni di registi e artisti – da tutto il mondo – possano incontrarsi e confrontarsi, fuori dalla logica commerciale e in un luogo aperto alle idee, alla creatività. Un’occasione di mostrare il proprio lavoro artistico nel cinema o nella musica e la possibilità di conoscere registi e autori più affermati, che durante gli workshop possano trasmettere la loro esperienza. Insomma, un luogo dove la cultura può aiutare a migliorare le condizioni di vita delle persone, per ragionare dei progetti fuori dagli schemi del mercato. Un’attitudine, questa, che si perde sempre di più nella società contemporanea. Inoltre, creare occasioni di lavoro con la cultura e il turismo, anche per i giovani di quel territorio, evita l’emigrazione di intere generazioni di ragazzi e ragazze.
Può dirci qual è oggi la situazione tra Bosnia Erzegovina e Repubblica Serba?
Spero che la situazione si normalizzi sempre di più e che le brutte pagine del passato siano sepolte per sempre. Più occasioni culturali di crescita e confronto si creeranno, meno rischi ci saranno per il futuro di queste terre balcaniche che hanno vissuto momenti drammatici nella loro storia, recente e lontana…..

L’intervista a Emir Kusturica prosegue su Left in edicola


SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti

Condividi