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«Le fake news sono un virus che può compromettere un Paese intero. Quelle sulla medicina e sulla salute sono le più gravi e pericolose. Possono fare molto male alle persone». Da decano dei divulgatori scientifici italiani, Piero Angela, mette subito in chiaro cosa pensa dei propagatori di bufale. Avendo passato tutta la vita a smascherare ciò che non è vero e a distinguerlo da ciò che invece è reale «con metodo e buon senso». Gli rivolgiamo alcune domande mentre si prepara per il Cicap fest di Padova organizzato dal Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, il cui tema quest’anno è “Scienza, verità e bugie della vita quotidiana”.
Come ci si difende dalle fake news?
Parliamo di quelle sulla medicina. L’informazione scientifica in generale è molto carente nel nostro Paese. Le notizie di scienza e tecnologia non hanno molto appeal presso il grande pubblico. Sono più vincenti articoli e messaggi di natura complottista, che alimentano ciò che io chiamo il pensiero “magico”, cioè non realistico, come può essere quello di avere una cura attraverso metodi alternativi, non scientifici. La via più ragionevole per depotenziare queste notizie non consiste nel ribattere colpo su colpo, perché è inutile. Ed è quello che stanno seguendo il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e l’ordine dei medici creando dei portali istituzionali dove la gente può trovare le informazioni corrette nel campo della salute. E non mi riferisco solo ai vaccini.
C’è chi non sembra in grado di distinguere le fonti autorevoli da quelle inaffidabili.
Anche nel nostro lavoro di giornalisti è fondamentale avere buone fonti, affidabili e verificate. I giornali hanno un direttore responsabile che risponde anche in tribunale delle cose che pubblica. Ma oggi le notizie viaggiano soprattutto attraverso…

L’intervista di Federico Tulli a Piero Angela prosegue su Left in edicola dal 14 settembre 2018


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