È il 1990, a Ponticelli, periferia est di Napoli, un gruppo di appassionati di cinema lancia una campagna di mobilitazione: “Salviamo il Pierrot”, con l’obiettivo di riportare in attività l’unico  cineteatro del territorio. Cultura e aggregazione popolare sono gli strumenti con cui i cinefili si oppongono al degrado urbano. Ed è questa convinzione che li porta a vincere la battaglia, sostenuta da numerose personalità del mondo del cinema, primo fra tutti il regista Ken Loach.

Da qui prende il via l’esperienza del circolo Arci Movie. A parlarcene è il neopresidente Roberto D’Avascio che, con orgoglio, racconta: «Quella di Ponticelli è una realtà in cui il tasso di abbandono scolastico è elevatissimo, le guerre di camorra son ricominciate nuovamente da qualche mese e la droga diventa troppo spesso la soluzione più facile per tanti giovani».

Roberto racconta come, grazie al lavoro e alla passione del circolo, si sia riusciti a trasformare una sala cinematografica degli anni 50 in un vero e proprio modello di impresa sociale. «Siamo riusciti, con gli strumenti tipici del no-profit, a replicare le attività su tutto il quadrante orientale di Napoli».

Rassegne, eventi, laboratori e incontri d’autore con ospiti illustri del mondo della cultura. In poche parole, un successo: il cineforum conta più di mille soci, la mediateca vanta un catalogo con più di 7.500 titoli e ogni anno vengono organizzate oltre 120 proiezioni nelle scuole per diffondere la cultura cinematografica. Infine, «anche grazie alla collaborazione con il regista Leonardo Di Costanzo», precisa il presidente, «lavoriamo a Filmap (Film a Ponticelli), un centro di formazione e produzione cinematografica».

Questo presidio Arci è vivo e in continuo fermento. Prima dei saluti, Roberto ci invita al prossimo appuntamento: Astradoc, un viaggio in 5 tappe al Cinema Academy Astra di Napoli, per tutto il mese di maggio.

@SaroLanucara

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