«I fautori del revisionismo hanno costruito una Storia parallela, non vera», dice il direttore di Giornale Radio, che nel suo nuovo libro racconta un’Italia che non ha mai fatto davvero i conti con il fascismo e con gli apparati del regime, sopravvissuti indenni alla nascita della Repubblica.
Nel centenario della nascita, mentre Adelphi riporta in primo piano opere e frammenti della grande scrittrice austriaca, la sua voce torna a interrogarci sulla violenza che sopravvive alle guerre, si annida nei rapporti umani e può essere smascherata solo da una parola capace di oltrepassare i confini
Con L’antropologia del mondo antico Maurizio Bettini e la sua scuola senese raccolgono l’eredità antifascista e anticoloniale di Vernant e Detienne per smontare il mito di una Grecia eterna e astratta, restituendoci così forme di pensiero radicalmente altre dalle nostre
Il precariato è il modo ordinario con cui lo Stato tiene aperte le scuole
Dallo sticker di André the Giant al poster Hope per Obama: la parabola di Shepard Fairey, l’artista che ha trasformato i codici della propaganda in uno strumento di democrazia visiva, contro la normalizzazione della guerra. Fino al 6 settembre una retrospettiva alle Gallerie d’Italia di Napoli
Dimenticare l’Ulisse dei banchi di scuola. Ecco perché il “nuovo” eroe di Nolan ci riguarda da vicino
Elda Alvigini -
Un'Odissea liberata dal modello scolastico
Sarebbe sbagliato trasformare la discussione nella formula «classe contro identità». L'idea dell'intersezionalità nasce proprio per mettere in discussione questa alternativa. Una donna povera non è soltanto povera e non è soltanto donna. Un lavoratore afroamericano può essere colpito contemporaneamente da disuguaglianze economiche e discriminazioni razziale
La Belle Époque di Fiamma Lussana, dal treno più fastoso del mondo al naufragio del Titanic
Francesca Chiarotto -
Da una parte il fasto dell'Orient Express, dall'altra i diari degli emigranti che partivano per le americhe in un viaggio che spesso tradiva il sogno. Fiamma Lussana racconta un'epoca in cui il progresso non aveva lo stesso volto per tutti
In "Kolchoz" Emmanuel Carrère attraversa la storia della propria famiglia, dall’esilio georgiano allo stalinismo, dalla Francia del dopoguerra alla guerra in Ucraina, per interrogare il confine fra memoria e falsificazione. Al centro la madre Hélène Carrère d’Encausse, il padre custode degli archivi e una domanda che attraversa generazioni e Storia: che cosa significa raccontare la vita degli altri senza tradirla?
L’inquinamento aggredisce i ghiacci del Polo nord accelerandone
lo scioglimento. Un modello italiano di IA può aiutare a contrastare questa deriva. In che modo? Ne parliamo con il fisico del clima Antonello Pasin













