Petrecca non è un incidente, è un prodotto coerente della stagione meloniana. È il promemoria di come questo governo tratta l’informazione
Il 17 febbraio Left compie vent'anni. Abbiamo pensato di ripubblicare tutti gli articoli della rubrica Trasformazione di Massimo Fagioli nella sua forma originale, con le foto e le grafiche come sono cambiate nel tempo. In questo numero di febbraio e negli altri 10 che seguiranno troverete la riproduzione fedele di ciò che fu pubblicato su Left in 11 anni, dal febbraio 2006 al febbraio 2017
Al Centro Pecci di Prato un Ghirri sorprendente e rigoroso: tra il 1979 e il 1983 la fotografia istantanea diventa per lui strumento critico per indagare memoria, paesaggio e natura dell’immagine
Al museo Marmottan Monet un percorso tra opere pittoriche e letterarie esplora il mondo misterioso che compare nella mente quando ci addormentiamo, interrogando i sogni e il lato oscuro des Lumières
Nel nuovo libro di Paolo Di Paolo, Piero Gobetti non è memoria ma presenza: un invito a reagire, perché l’azione è quella forza che «invece di costruire sillogismi crea un mondo nuovo tutti i giorni»
La violenza delle armi non distrugge solo corpi e strutture. Entra nelle immagini notturne, interrompe il sonno.
Ecco un’analisi sulla paura continua come condizione psichica, dall’Ucraina a Gaza dove i bambini crescono senza poter sognare
Il 17 febbraio 2006 nasceva Left, nel segno di Giordano Bruno. Abbiamo chiesto alla docente di filosofia Elisabetta Amalfitano perché è importante riscoprirne il pensiero in tempi politici bui come quelli che stiamo vivendo
Il documentario Giulio Regeni, "Tutto il male del mondo", dà voce ai genitori di Giulio e all’avvocata Alessandra Ballerini, ricostruendo sequestro, torture e depistaggi. In sala dal 2 febbraio
Una petizione chiede a Roma Capitale di sperimentare aperture serali e nel weekend delle biblioteche comunali: più studio, meno disuguaglianze, spazi pubblici vivi. Non un’eccezione, ma un modello già praticato altrove. Aprire le biblioteche significa tenere aperta la città
Fino al 25 gennaio, da non perdere a Firenze: dalla ricostruzione della Pala di San Marco alle visioni intime del convento domenicano, la mostra fiorentina curata da Strehlke, Casciu e Tartuferi rivela un artista lontano dall’agiografia vasariana, capace di innovare luce, colore e spazio, dialogando con Brunelleschi, Masaccio e Gentile













