Con L’amico spagnolo Francesco Forlani si mette sulle tracce del rivoluzionario anarchico di fine Ottocento, intrecciando storia e ricerca. Ne emerge uno straordinario ritratto - tra Londra, Parigi e Saragozza - dell’«uomo dalle nove vite» che sfidò il potere senza cedere al dogma
Sfidò il neoliberismo e per questo venne isolato e assassinato. La sua uccisione è rimasta senza colpevoli
A Vassieux e nel Vercors la Resistenza francese pagò un prezzo altissimo: 840 morti, villaggi distrutti, promesse mancate. L’“isola” partigiana fu sacrificata in nome della strategia alleata. Un nodo ancora irrisolto
Nel volume Bogdanov, Gramsci e l’altra rivoluzione (Donzelli), Noemi Ghetti, Andreas Iacarella e Örsan Senalp riscoprono il fil rouge fra i due pensatori che rifiutarono il marxismo come dottrina chiusa, per farne un pensiero aperto, in divenire, capace di unire scienza e trasformazione umana
Dal 1944 al 1977 decine di giovani sono stati uccisi durante le mobilitazioni sociali dalle forze dell’ordine. E per nessuno di loro c’è mai stata verità e giustizia. Il centro studi della Cgil Roma e Lazio ne ricostruisce la memoria
Il nuovo libro di Pino Ippolito Armino, Storia dell’Italia meridionale, è un importante controcanto alle pseudo argomentazioni dei neoborbonici e dei tanti teorici di quell’autentico imbroglio rappresentato dall’autonomia differenziata
La “scuola d’Occidente” di Meloni va nella direzione opposta a quella indicata dal manuale di Carlo Greppi che racconta una storia globale e plurale. Per questo è stato preso di mira dal ministro Valditara
In vista dell’arrivo delle Indicazioni di Valditara per il secondo ciclo d’istruzione, è al lavoro un Tavolo per la scuola democratica formato da associazioni professionali dei docenti, studenti, genitori e dalla Flc Cgil
Le nuove Indicazioni scolastiche cancellano la pluralità delle voci. Fanon, Said e Mbembe avevano già smontato l’egemonia eurocentrica e aperto a una memoria globale. Sono più attuali che mai
Nel trentennale del genocidio dei bosgnacchi a Srebrenica, lungo la strada per Potočari ci sono centinaia di ritratti di civili serbi uccisi. Una provocazione che distorce la storia mentre l’Europa volta ancora lo sguardo













