Non importa quale sia l’obiettivo utilizzato, non importa quale sia la velocità della pellicola, non importa come si sviluppa, non importa come si stampa, non si può dire di più di quanto si può vedere.

Paul Strand

Una grande retrospettiva del lavoro del fotografo americano, Paul Strand (1890-1976) il fotografo che agli inizi del ‘900 si battè perchè la fotografia fosse riconosciuta come arte, la prima in Gran Bretagna dopo la sua morte.
Si tratta di una mostra itinerante organizzata dal Philadelphia Museum of Art, che conserva la più grande collezione al mondo di opere dell’artista, a cui si aggiungono le opere della collezione presente al V&A Museum di Londra.

Fotografo e cineasta americano, divenuto figura di riferimento per la «straight photography», allievo di Stieglitz, eccezionale cronista del Novecento e maestro del realismo in bianco e nero, con le sue rivoluzionarie sperimentazioni Paul Strand è stato uno dei più grandi e influenti fotografi del XX° secolo.

La mostra punta l’attenzione sui principali progetti realizzati da Strand tra gli anni ’10 e gli anni ’70, mostrandoci la molteplicità delle sue pratiche, approcci, soggetti e tecnologie: dai primi sforzi per affrancare la fotografia dal pittorialismo e affermarne la posizione come forma d’arte, ai suoi lavori come film-making, ai libri fotografici del dopoguerra, mettendo in evidenza il suo costante sforzo di usare la fotografia come strumento di comprensione del mondo.

Paul Strand: Photography and Film for the 20th Century
Victoria and Albert Museum, Londra
19 marzo – 3 luglio 2016

Immagine in evidenza: Paul Strand Photographing the Orgeval Garden Photograph Martine Franck, 1974 © Martine Franck/Magnum Photos

(gallery a cura di Monica Di Brigida)

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