Facciamo il punto sulla missione fotografica dei 7 fotografi inviati in Grecia da Fondazione Fotografia di ModenaIn questo momento Simone Mizzotti, Angelo Iannone, Francesco Radino, Filippo Luini, Francesco Mammarella e Antonio Fortugno sono rientrati in Italia, mentre Antonio Biasiucci si accinge a partire questa settimana per #‎Chios.

Vediamo chi sono:

 

Simone Mizzotti – destinazione: Idomeni/Atene

MizzottiIl primo a partire il 9 maggio, cremonese, classe 1983, tra i più giovani del gruppo assieme ad Angelo Iannone e Filippo Luini. Tutti e tre hanno acquisito una formazione autoriale e di ricerca frequentando il master di Alta formazione sull’immagine contemporanea promosso da Fondazione Fotografia di Modena. Poi, al termine del master, Mizzotti è entrato a far parte della collezione della Fondazione con il lavoro Rifrazioni.
Come lui stesso dichiara, Simone non è un fotoreporter, il suo interesse si concentra principalmente sull’aspetto sociale del transito dei migranti in quelle aree: «Mi interessano soprattutto gli spazi e come le persone li occupano, per questo a Idomeni oltre al campo ho fotografato alcune stazioni di servizio occupate da tende». Dopo Idomeni, dove è rimasto una decina di giorni, si è spostato tra Salonicco, il porto del Pireo e Atene.

| MISSION to Greece |Foto di Simone Mizzotti #onassignment per @Fondazione Fotografia ModenaUn bambino siriano si affaccia alla finestra di un'abitazione occupata presso la stazione di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove centinaia di profughi arrivano tutti i giorni dopo viaggi al limite della sopportazione umana.

Foto di Simone Mizzotti #onassignment per Fondazione Fotografia Modena – Un bambino siriano si affaccia alla finestra di un’abitazione occupata presso la stazione di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove centinaia di profughi arrivano tutti i giorni dopo viaggi al limite della sopportazione umana.

Mizzotti 02- Idomeni, 13 maggio (4)

Foto di Simone Mizzotti #onassignment per Fondazione Fotografia Modena

| MISSION to Greece |foto di Simone Mizzotti #onassignment for #fondazionefotografiaScontri nel campo di Idomeni, 18 maggio.

Foto di Simone Mizzotti #onassignment per Fondazione Fotografia Modena – Scontri nel campo di Idomeni, 18 maggio.

Foto di Simone Mizzotti #onassignment per Fondazione Fotografia Modena

 

Angelo Iannone – destinazione: Samos

Angelo IannonePiacentino, classe 1982. I primi approcci li ha con la fotografia di reportage naturalistico, fa parte del Collettivo ViaGiardini. Anche lui, come Mizzotti, in seguito al master, è entrato a far parte della collezione della Fondazione che ha acquisito il suo progetto Dentro siamo bui.
Per la missione Greece prende in esame lo stretto di mare che divide Samos dalla Turchia, cogliendo le tempistiche dell’accoglienza e il loro racconto sui media del mondo. È stato a Samos fino al 28 maggio.

 

| MISSION to Greece |Foto di Angelo Iannone #onassignment per Fondazione Fotografia ModenaL'ingresso di una discoteca a Samos. Un tempo mete turistiche per eccellenza, le isole greche sono diventate l'emblema del divario tra unmondo occidentale sempre più ripiegato su se stesso e attento a preservare le proprie certezze, e un mondo 'altro', ma a noi vicino, lacerato da guerre civili e di religione.

Foto di Angelo Iannone #onassignment per Fondazione Fotografia Modena – L’ingresso di una discoteca a Samos. Un tempo mete turistiche per eccellenza, le isole greche sono diventate l’emblema del divario tra un mondo occidentale sempre più ripiegato su se stesso e attento a preservare le proprie certezze, e un mondo ‘altro’, ma a noi vicino, lacerato da guerre civili e di religione.

| MISSION to Greece |Foto di Angelo Iannone #onassignment per Fondazione Fotografia ModenaA Psili Ammos, su Samos, l’occhio della macchina fotografica misura i 1000 metri di mare che separano la Grecia dalla Turchia .

Foto di Angelo Iannone #onassignment per Fondazione Fotografia Modena – A Psili Ammos, su Samos, l’occhio della macchina fotografica misura i 1000 metri di mare che separano la Grecia dalla Turchia .

| MISSION to Greece |Foto di Angelo Iannone #onassignment per Fondazione Fotografia Modena"A Vathy ho incontrato due preti ortodossi. Li ho fermati per strada per chiedere delle informazioni sul santo patrono della città e sulla bandiere esposte fuori dai luoghi di culto. Mi hanno accompagnato in un negozio per mostrarmi alcune icone e oggetti sacri. Il tutto, ovviamente, rigorosamente in greco” .

Foto di Angelo Iannone #onassignment per Fondazione Fotografia Modena – “A Vathy ho incontrato due preti ortodossi. Li ho fermati per strada per chiedere delle informazioni sul santo patrono della città e sulla bandiere esposte fuori dai luoghi di culto. Mi hanno accompagnato in un negozio per mostrarmi alcune icone e oggetti sacri. Il tutto, ovviamente, rigorosamente in greco” .

 

Filippo Luini – destinazione: Leros/Kalymnos

Filippo LuiniAnche lui poco più che trentenne, vive e lavora a Milano. Una laurea in Teorie della comunicazione alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Statale di Milano con tesi in Storia del cinema, sta girando tra le isole di Kalymnos, «ho avuto una conversazione con un volontario greco, studente di filosofia, che mi ha fatto pensare. Mi ha fatto conoscere le pagine Facebook usate dagli scafisti per pubblicizzare i viaggi di attraversata via mare tra la Turchia e la Grecia. Mostrano false immagini di navi sicure e confortevoli, attraccate in porti tranquilli. L’opposto dei pericolosissimi gommoni che hanno causato troppe vittime in mare. Il ragazzo ha riscontrato un’analogia con il proliferare in Europa di muri e filo spinato, che non serviranno ad arrestare il flusso dei migranti.» Il lavoro di Luini guarda al tema delle partenze e degli arrivi, di albe e tramonti e si è concentrato sul tema dell’attesa. Si concluderà al suo rientro con un’installazione fotografica. Anche lui è rientrato in Italia.

| MISSION to Greece |Foto di Filippo Luini # onassignment per Fondazione Fotografia ModenaIl porto turistico di Pothia, nell'isola di Kalymnos. Ai caratteristici colori delle case sulla collina si è aggiunto il bianco asettico delle tende del campo profughi UNHCR, che ora costituiscono un nuovo elemento del paesaggio. È questa la prima cosa che vedono i turisti, appena mettono piede sull'isola.

Foto di Filippo Luini # onassignment per Fondazione Fotografia Modena – Il porto turistico di Pothia, nell’isola di Kalymnos. Ai caratteristici colori delle case sulla collina si è aggiunto il bianco asettico delle tende del campo profughi UNHCR, che ora costituiscono un nuovo elemento del paesaggio. È questa la prima cosa che vedono i turisti, appena mettono piede sull’isola.

| MISSION to Greece |Foto di Filippo Luini #onassignment per Fondazione Fotografia Modena“Sull’isola di Lero passato e presente si incontrano: una ex caserma costruita negli anni 20' dall’esercito italiano durante l’occupazione nel Dodecaneso ora è diventata un centro di accoglienza. Qui vivono più di cento rifugiati provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan e Pakistan. L’edificio si chiama 'Pipka' ed è gestito da alcune ONG locali e straniere. É operativo dal 1 gennaio ed è un esempio virtuoso di accoglienza. Durante il giorno i rifugiati sono liberi di uscire e possono decidere di passeggiare nelle strade della città, svolgere attività sportive o passare qualche ora in riva al mare. L’anima del progetto è una greca di nome Mattina, che tutti chiamano 'Mamma Mattina'”.

Foto di Filippo Luini #onassignment per Fondazione Fotografia Modena – “Sull’isola di Lero passato e presente si incontrano: una ex caserma costruita negli anni 20′ dall’esercito italiano durante l’occupazione nel Dodecaneso ora è diventata un centro di accoglienza. Qui vivono più di cento rifugiati provenienti da Siria, Iraq, Afghanistan e Pakistan. L’edificio si chiama ‘Pipka’ ed è gestito da alcune ONG locali e straniere. É operativo dal 1 gennaio ed è un esempio virtuoso di accoglienza. Durante il giorno i rifugiati sono liberi di uscire e possono decidere di passeggiare nelle strade della città, svolgere attività sportive o passare qualche ora in riva al mare. L’anima del progetto è una greca di nome Mattina, che tutti chiamano ‘Mamma Mattina’”.

| MISSION to Greece |Foto di Filippo Luini #onassignment per Fondazione Fotografia Modena - un cartello greco di 'Attenti al cane'“Ieri sera ho avuto una conversazione con un volontario greco, studente di filosofia, che mi ha fatto pensare. Mi ha fatto conoscere le pagine Facebook usate dagli scafisti per pubblicizzare i viaggi di attraversata via mare tra la Turchia e la Grecia. Mostrano false immagini di navi sicure e confortevoli, attraccate in porti tranquilli. L’opposto dei pericolosissimi gommoni che hanno causato troppe vittime in mare. Il ragazzo ha riscontrato un’analogia con il proliferare in Europa di muri e filo spinato, che non serviranno ad arrestare il flusso dei migranti. Come le false fotografie delle pubblicità sono dei trucchi estetici, e in quanto tali etici, fatti a scapito di chi è in difficoltà”.

Foto di Filippo Luini #onassignment per Fondazione Fotografia Modena –  un cartello greco di ‘Attenti al cane’.

Francesco Mammarella – destinazione: Leros/Kalymnos

Francesco MammarellaIl più giovane della spedizione. Abruzzese, classe 1984, si forma a Bologna dove consegue la laurea in Storia dell’arte. La sua missione tra le isole di Agathonisi, Leros, Pserimos e Kalymnos si concentra sullo stravolgimento del panorama di queste isole dopo l’arrivo dei profughi, che nell’ultimo anno hanno superato, per numero, quello degli abitanti. «Tornato dalla missione in Grecia. Ho visto tanti uomini liberi vivere come prigionieri. Poi ho visto anche tanti rifugiati» Rientrato in Italia il 28 maggio.

Mammarella 01

Foto di Francesco Mammarella # onassignment per Fondazione Fotografia Modena

| MISSION to Greece |Foto di Francesco Mammarella # onassignment per Fondazione Fotografia Modena"Oggi abbiamo visitato il centro di accoglienza dei rifugiati di Leros, che ospita circa cento persone, molte delle quali sono bambini ed adolescenti. Avremmo potuto scattare centinaia di fotografie emozionanti, ma non ne abbiamo realizzato neppure una. Abbiamo preferito fare qualcosa per loro: cinque intense ore di gioco, tra cui una combattutissima partita a calcio tra i team Siria-Iraq-Afghanistan-Italia contro Siria-Iraq-Pakistan finita, forse, con la vittoria di quest'ultima".

Foto di Francesco Mammarella # onassignment per Fondazione Fotografia Modena – “Oggi abbiamo visitato il centro di accoglienza dei rifugiati di Leros, che ospita circa cento persone, molte delle quali sono bambini ed adolescenti. Avremmo potuto scattare centinaia di fotografie emozionanti, ma non ne abbiamo realizzato neppure una. Abbiamo preferito fare qualcosa per loro: cinque intense ore di gioco, tra cui una combattutissima partita a calcio tra i team Siria-Iraq-Afghanistan-Italia contro Siria-Iraq-Pakistan finita, forse, con la vittoria di quest’ultima”.

| MISSION to Greece |Foto di Francesco Mammarella # onassignment per Fondazione Fotografia Modena"A metà del nostro viaggio, dopo aver girato per diverse isole e parlato con numerose persone tra le centinaia di rifugiati che abbiamo incontrato, possiamo benissimo dire che ci sono almeno altri centinaia di motivi al mondo per mettere fine alle guerre in Medio Oriente. Purtroppo ci siamo resi conto che talvolta le divergenze culturali che si trovano in determinati Paesi tendono a ripetersi anche all'interno dei campi profughi".

Foto di Francesco Mammarella # onassignment per Fondazione Fotografia Modena – «A metà del nostro viaggio, dopo aver girato per diverse isole e parlato con numerose persone tra le centinaia di rifugiati che abbiamo incontrato, possiamo benissimo dire che ci sono almeno altri centinaia di motivi al mondo per mettere fine alle guerre in Medio Oriente. Purtroppo ci siamo resi conto che talvolta le divergenze culturali che si trovano in determinati Paesi tendono a ripetersi anche all’interno dei campi profughi».

 

Gli altri tre inviati in Grecia sono fotografi di lunga carriera, e conosciuti nel panorama internazionale.

 

Francesco Radino – destinazione: Lesbos 

Francesco Radino Nato a Firenze nel 1947 da genitori entrambi pittori. Dopo studi di Sociologia, nel 1970 diventa fotografo professionista e sceglie di operare in vari ambiti: dalla fotografia industriale al design, dall’architettura al paesaggio. A partire dagli anni Ottanta partecipa a progetti di carattere pubblico di ricerca sul territorio. Ha esposto il suo lavoro in gallerie e musei italiani, europei, giapponesi e statunitensi e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private internazionali. Con Radino, da sempre, lavoro professionale e ricerca artistica si intrecciano. Ad oggi è considerato uno degli autori più influenti nel panorama della fotografia contemporanea in Italia.
Dall’isola di Lesbos, dove è rientrato il 28 maggio, le sue immagini ci restituiscono il fascino dei luoghi della Grecia paradisiaca, storica e leggendaria, intrecciate con l’attualità.

| MISSION to Greece |Foto di Andrea Cossu che ritrae Francesco Radino al lavoro“Dal 18 marzo 2016, data in cui è stato firmato un accordo tra UE e Turchia, il numero di sbarchi a Lesbo è enormemente diminuito. Tuttavia sull'isola sono ancora presenti migliaia di profughi, in attesa di saper quale sarà il loro destino. Nel solo campo di Moria sono ad oggi presenti 4 mila migranti, costretti a vivere in pessime condizioni e impossibilitati a lasciare l'isola”

Foto di Andrea Cossu che ritrae Francesco Radino al lavoro – “Dal 18 marzo 2016, data in cui è stato firmato un accordo tra UE e Turchia, il numero di sbarchi a Lesbo è enormemente diminuito. Tuttavia sull’isola sono ancora presenti migliaia di profughi, in attesa di saper quale sarà il loro destino. Nel solo campo di Moria sono ad oggi presenti 4 mila migranti, costretti a vivere in pessime condizioni e impossibilitati a lasciare l’isola

Foto di Francesco Radino # onassignment per Fondazione Fotografia Modena"L'isola di Lesbos è bella e verdeggiante: distese di ulivi a perdita d'occhio si alternano a folti boschi di pini e macchia mediterranea; tutt'intorno, un vasto mare a separare nazioni e destini. Nelle cale a nord e ad est dell'isola i poveri resti di sbarchi più o meno recenti: salvagenti, indumenti, scarpe, qualche giocattolo, resti di barche e gommoni, a testimoniare un dramma che si è consumato sotto gli occhi di un'Europa cieca e sorda, che cerca disperatamente di volgere il suo sguardo altrove".

Foto di Francesco Radino # onassignment per Fondazione Fotografia Modena – “L’isola di Lesbos è bella e verdeggiante: distese di ulivi a perdita d’occhio si alternano a folti boschi di pini e macchia mediterranea; tutt’intorno, un vasto mare a separare nazioni e destini. Nelle cale a nord e ad est dell’isola i poveri resti di sbarchi più o meno recenti: salvagenti, indumenti, scarpe, qualche giocattolo, resti di barche e gommoni, a testimoniare un dramma che si è consumato sotto gli occhi di un’Europa cieca e sorda, che cerca disperatamente di volgere il suo sguardo altrove“.

Radino # onassignment per Fondazione Fotografia Modena"L'isola di Lesbos è bella e verdeggiante: distese di ulivi a perdita d'occhio si alternano a folti boschi di pini e macchia mediterranea; tutt'intorno, un vasto mare a separare nazioni e destini. Nelle cale a nord e ad est dell'isola i poveri resti di sbarchi più o meno recenti: salvagenti, indumenti, scarpe, qualche giocattolo, resti di barche e gommoni, a testimoniare un dramma che si è consumato sotto gli occhi di un'Europa cieca e sorda, che cerca disperatamente di volgere il suo sguardo altrove".

Foto di Francesco Radino # onassignment per Fondazione Fotografia Modena

Foto di Francesco Radino #onassignment for Fondazione Fotografia Modena - Lesbo, una visione del campo di Moria durante gli scontri scoppiati il 16 maggio

Foto di Francesco Radino #onassignment for Fondazione Fotografia Modena – Lesbo, una visione del campo di Moria durante gli scontri scoppiati il 16 maggio

Antonio Fortugno – destinazione: Kos 

Antonio Fortugno Classe 1963, vive e lavora a Como. Architetto e fotografo ha lavorato per riviste quali Domus, Interni e Area. Nel 1997, insieme a Luca Andreoni, prende parte al progetto della Provincia di Milano “Archivio dello Spazio”: un’ampia indagine fotografica sul paesaggio contemporaneo. Con Andreoni dà vita a un solido e duraturo duo artistico (Andreoni_Fortugno) che prosegue attivamente fino al 2006, portando alla realizzazione di importanti lavori e ricerche che ancora oggi sono al centro del suo interesse. 
A Kos, dove è stato fino al 28 maggio, si interessa ai tempi dello spostamento collegati alla memoria delle persone. «L’isola di Kos è stata, tra tutte, quella che meno ha accettato la crisi umanitaria dei migranti, nel corso dell’ultimo anno. L’hotspot presente sull’isola è stato inaugurato solo qualche giorno fa, e prima i profughi erano accampati all’interno di uno stadio da calcio» Sull’isola ha affrontato tema degli ‘spostamenti’ dei migranti, lavorando in due modi: creando un video che racconta la memoria e allo stesso tempo i cambiamenti e le modifiche fisiche del territorio

| MISSION to Greece |Foto di Antonio Fortugno #onassigment per Fondazione Fotografia Modena"Ieri siamo riusciti a entrare nel campo rifugiati di Kos. La struttura, aperta da soli dieci giorni, ospita oltre 200 migranti. All'improvviso, una donna di origini siriane si è affacciata a una finestra. Il suo sguardo, pacato e calmo, ha attirato subito il mio. Incontrarlo in un momento così drammatico mi ha profondamente colpito: i suoi occhi sembravano molto più rassicuranti di quanto credo potessero essere i miei".

Foto di Antonio Fortugno #onassigment per Fondazione Fotografia Modena”Ieri siamo riusciti a entrare nel campo rifugiati di Kos. La struttura, aperta da soli dieci giorni, ospita oltre 200 migranti. All’improvviso, una donna di origini siriane si è affacciata a una finestra. Il suo sguardo, pacato e calmo, ha attirato subito il mio. Incontrarlo in un momento così drammatico mi ha profondamente colpito: i suoi occhi sembravano molto più rassicuranti di quanto credo potessero essere i miei”.

| MISSION to Greece |Foto di Antonio Fortugno #onassigment per Fondazione Fotografia ModenaL'isola di Kos è stata, tra tutte, quella che meno ha accettato la crisi umanitaria dei migranti, nel corso dell'ultimo anno. L'hotspot presente sull'isola è stato inaugurato solo qualche giorno fa, e prima i profughi erano accampati all'interno di uno stadio da calcio. Antonio Fortugno #onassignment per #Fondazione Fotografia Modena racconta, attraverso due scatti in netto contrasto tra loro, il forte ossimoro che emerge respirando l'atmosfera del luogo. Campi da calcio che diventano prigioni, gabbie per uccelli; grigi che smorzano i colori

Foto di Antonio Fortugno #onassigment per Fondazione Fotografia Modena – L’isola di Kos è stata, tra tutte, quella che meno ha accettato la crisi umanitaria dei migranti, nel corso dell’ultimo anno. L’hotspot presente sull’isola è stato inaugurato solo qualche giorno fa, e prima i profughi erano accampati all’interno di uno stadio da calcio. Antonio Fortugno racconta, attraverso due scatti in netto contrasto tra loro, il forte ossimoro che emerge respirando l’atmosfera del luogo. Campi da calcio che diventano prigioni, gabbie per uccelli; grigi che smorzano i colori

| MISSION to Greece |Foto di Antonio Fortugno #onassigment per Fondazione Fotografia ModenaL'isola di Kos è stata, tra tutte, quella che meno ha accettato la crisi umanitaria dei migranti, nel corso dell'ultimo anno. L'hotspot presente sull'isola è stato inaugurato solo qualche giorno fa, e prima i profughi erano accampati all'interno di uno stadio da calcio. Antonio Fortugno #onassignment per #Fondazione Fotografia Modena racconta, attraverso due scatti in netto contrasto tra loro, il forte ossimoro che emerge respirando l'atmosfera del luogo. Campi da calcio che diventano prigioni, gabbie per uccelli; grigi che smorzano i colori

Foto di Antonio Fortugno #onassigment per Fondazione Fotografia Modena – L’isola di Kos è stata, tra tutte, quella che meno ha accettato la crisi umanitaria dei migranti, nel corso dell’ultimo anno. L’hotspot presente sull’isola è stato inaugurato solo qualche giorno fa, e prima i profughi erano accampati all’interno di uno stadio da calcio. Antonio Fortugno racconta, attraverso due scatti in netto contrasto tra loro, il forte ossimoro che emerge respirando l’atmosfera del luogo. Campi da calcio che diventano prigioni, gabbie per uccelli; grigi che smorzano i colori

Antonio Biasiucci – destinazione: Chios

Biasiucci Nato nel Casertano nel 1961, l’ultimo a partire e a rientrare in Italia, sarà a Chios dal 3 al 15 giugno. Numerosissime sono le mostre personali e le partecipazioni a mostre collettive, festival e rassegne nazionali e internazionali. Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni, in Italia e all’estero. A Chios lavorerà sul tema della prima accoglienza dei migranti: donne, uomini, bambini che devono mostrare di non essere portatori di malattie in Europa.

 

a cura di Monica Di Brigida

 

IL RACCONTO DEL VIAGGIO SU LEFT.IT

Prima puntata – Seconda puntata – Terza puntata

L’intervista a Filippo Maggia, Direttore della Fondazione Fotografia Modena, e ai fotografi Filippo Luini e Antonio Fortugno su Radio3 Suite Rai

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