Era il 1972 e, mentre l’Italia risuonava delle bombe del terrorismo, in Francia un regista attore con la passione del mimo, Pierre Etaix, e l’erede di una celebre stirpe di clown, Annie Fratellini, aprivano una scuola nazionale di circo. Dove per la prima volta s’insegnavano, oltre alle tradizionali discipline circensi, anche teatro, danza e mimo. Nasceva così il nouveau cirque, il circo contemporaneo, quello che – abbandonati i tendoni, le gabbie, i domatori e una concezione dello spettacolo come successione di singole performance – si apriva alla contaminazione con altre arti, la musica, la coreografia, prendendosi pure la briga di tessere una regia che definisse la traccia e l’atmosfera dello spettacolo.

Quarant’anni e passa dopo la Francia vanta centinaia di spazi destinati al nouveau cirque. L’Italia invece ne percepisce appena l’eco, grazie soprattutto alle tournée di grandi compagnie internazionali come il Cirque du Soleil. Per il resto, piccoli teatri, locali di eventi dal vivo e un’aura da spettacolo sperimentale. Ma c’è chi scommette sulla possibilità di creare una produzione di circo contemporaneo totalmente italiana. Lo ha fatto WonderArt Entertainment, piccola società di produzione di spettacoli teatrali e cinematografici (www.waemagic.com), che il 16 dicembre sarà in scena all’Atlantico Live di Roma con un “Circo Magique” che attinge al cuore della tradizione circense, rielaborandola e contaminandola con la danza aerea, la ginnastica e l’illusionismo.

Per l’occasione sono stati ingaggiati i migliori artisti provenienti dai teatri e dai circhi di tutta Europa, tra cui il Clown Carillon del Circo Roncalli, Van Denon, straordinario interprete di grandi illusioni, e l’acrobata Ilaria Venturi, che si esibirà in una struggente performance di tessuti aerei. «Circo magique – spiegano la regista Francesca Bellucci e il direttore artistico Alessio Masci – ha una caratteristica appartenente al circo classico ma squisitamente moderna: l’inserimento della magia tra le arti circensi. Così, accanto agli acrobati, clown ed equilibristi, ecco gli illusionisti, i manipolatori. E ancora la sand art e il fantasismo di scuola italiana».

Un modo per rendere omaggio anche al circo nazionale, «caratterizzato da una visione mista con la clownerie moderna, il teatro, l’avanspettacolo e il cabaret. Un’unità straordinaria di arti tenuta insieme dal fil rouge di un grande carrozzone performativo, teatrale e nomade».

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