Tu ci dai 100mila euro per i redditi che fatturi all’estero e noi ti diamo la residenza. È quello che l’Italia dice, con una norma appena entrata in vigore, ai Paperoni del pianeta. Ma che immagine comunica di sé un Paese che introduce una norma come la cosiddetta flat tax, riconoscendo un maxi-sconto ai miliardari italiani e stranieri che erano residenti all’estero per nove anni negli ultimi 10? Sul numero di Left in edicola analizziamo le ragioni di questo provvedimento e le sue effettive ricadute. Scoprendo, ad esempio, che i primi a doversi arrabbiare per la flat tax dovrebbero essere i super-ricchi che risiedono in Italia da sempre e non hanno ceduto alla tentazione dei paradisi fiscali. I Paperoni di casa nostra, infatti, pagano ogni anno più del doppio rispetto ai 100mila euro forfettari versati da chi viene ora (o rientra) nel nostro Paese.

Siamo anche andati a vedere chi sono e dove vivono i super-ricchi nel mondo, cercando di capire se sarà sufficiente e davvero utile questo “sconticino” per spingerli a investire – come auspica il ministro Padoan – nell’economia italiana. Davvero per fare diventare Milano come Londra e New York basta far pagare meno tasse ai ricchi? E che c’entra questo con l’ipotesi che la Brexit determini una fuga delle imprese della finanza dalla City? Più o meno nulla, nonostante quanto raccontato dal ministro dell’Economia.

Nell’intervista che accompagna il sevizio, l’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco boccia la tassa-regalo senza mezzi termini, spiegando che a suo avviso è fatta su misura di alcuni “amici” che vogliono venire o tornare in Italia «a poco prezzo». Ma gli introiti attesi, spiega Visco, «sono sciocchezze, che però hanno un effetto deleterio sui valori di una società».


Fisco e Paperoni  – di Roberta Carlini

Più che una tassa, la flat tax di Renzi è un maxi-sconto (forfettario) sui redditi esteri dei Paperoni. Che in cambio riportano la residenza in Italia. E le ricadute economiche? Ridicole. Nella corsa degli Stati allo shopping fiscale, il governo si modella sui “bisogni” dei super ricchi 

Metropoli a misura di miliardari – di Martino Mazzonis

Dove vivono i super ricchi? New York, Londra, Parigi, Francoforte, Shanghai. Centri finanziari, luoghi dove si respira un’aura di lusso e si spediscono i rampolli ad imparare a stare al mondo

La cosa peggiore  è l’idea che c’è dietro – Intervista a Vincenzo Visco di Raffaele Lupoli

«Dà un segnale di concorrenza fiscale e di Paese poco serio, che scimmiotta i paradisi fiscali». L’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco risponde così quando gli chiediamo cosa pensa della flat tax voluta dal governo Renzi

Questi i temi della copertina di Left in edicola

 

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