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C’è chi guarda il mare, chi prende il caffè, chi chiacchiera con gli amici. Piano, piano le strade si riempiono, continuano ad arrivare in tanti non solo i compagni di un tempo, ma anche ragazzi e ragazze delle medie e delle superiori. È questa l’atmosfera che c’è oggi a Terrasini in Sicilia. Si respira un’aria diversa. A breve partirà il corteo. Il corteo che si tiene 40 anni dopo l’omicidio di Peppino Impastato. «Quaranta anni senza Peppino? Verrebbe da dire 40 anni con Peppino, uno dei più formidabili intellettuali e militanti che ha avuto la sinistra italiana. Sono/siamo in tante e tanti a considerarlo parte del nostro presente» racconta Stefano Galieni, responsabile Pace e immigrazione della Segreteria nazionale del Prc Sinistra europea, mentre prende parte al corteo. «Peppino Impastato – aggiunge Galieni – non è stato “soltanto” uno degli ispiratori dell’antimafia sociale, ma un giornalista che con lo sberleffo, con le armi acute che si usano nel voler disvelare la realtà, ha fatto molto e molto di più».

Partiranno da Terrasini luogo centrale delle battaglie di Peppino, è qui che aveva sede la “sua” Radio Aut, per arrivare a Cinisi dove venne ucciso il 9 maggio 1978. Nel corteo c’è anche il fratello, Giovanni Impastato. È lui che insieme al centro studi tiene in piedi la Casa della memoria Peppino e Felicia Impastato. «Sono luoghi vivi dove non si parla solo di mafie, ma anche di sfruttamento, ingiustizia, di immigrazione» dice Galieni.

Un corteo vivo, pieno di striscioni e di bandiere. Da quelle dei ragazzi delle scuole medie e superiori arrivati da tutta Italia a quelli della sinistra radicale e delle associazioni. A fine corteo ci sarà un altro evento importante, un collegamento via Skype con i genitori di Giulio Regeni. Un messaggio importante viene lanciato oggi dai grandi e dai giovanissimi, che le sfide si affrontano insieme e a testa alta. «Come faceva Peppino», conclude il responsabile Pace e immigrazione del Prc.

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