Condividi

«Ecco quello è lo Zen». Dall’elicottero le operatrici indicano il quartiere e poi mostrano che è parte di Palermo. Combattere la dispersione scolastica può essere anche questo. Perché per ragazzi come Salvatore, 15 anni, lo Zen è lo Zen e Palermo è altro, è la città.
Per Saro, lo Zen è un quartiere come gli altri, non lo vede pericoloso o diverso. Quando va in centro, lui, come gli altri abitanti della zona, dice: «Vado a Palermo». La sua giornata inizia e finisce lì tra quei palazzi che sembrano una fortezza. In quell’isola di 16mila abitanti con un tasso di criminalità tra i più alti della città palermitana.

Il problema della dispersione scolastica in Italia non può essere affrontato senza conoscere le storie di ragazzi come Saro. Per molti non è reale. Non si riesce ad immaginare che un bambino di 7 anni non vada a scuola perché i genitori non lo svegliano e non lo accompagnano, nel migliore dei casi perché sono al lavoro per tutta la giornata e nel peggiore perché dormono ubriachi sul sofa. I numeri e le storie intorno a questo fenomeno però dimostrano come il welfare italiano e l’ascensore sociale in Italia siano precipitati e fatichino a risalire. Va detto subito che l’abbandono prematuro della scuola non è un fenomeno facile da misurare, perché, come sottolinea il centro studi Openpolis, richiederebbe dati in grado di tracciare il percorso scolastico del singolo studente. La scelta metodologica adottata a livello europeo è utilizzare come indicatore indiretto la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno solo la licenza media (vedi grafico a pag. 32).

Saro poteva essere uno dei 130/140 mila alunni italiani che si calcola siano a rischio dispersione scolastica ogni anno (dati Save the Children 2017). Aveva anche lui rinunciato all’idea di prendere la licenza media prima di incontrare le operatrici di Varcare la soglia, il progetto della Fondazione Albero della vita attivo a Palermo. Ma quanti sono quelli che il percorso di studi non lo terminano e che abbandonano la scuola senza ottenere alcuna qualifica? Il loro futuro quale sarà? L’indicatore europeo sugli Early school leavers stima che nel 2018 in Italia il 14,5% dei giovani…

L’articolo di Eleonora Aragona prosegue su Left in edicola dal 13 settembre 2019

SOMMARIO ACQUISTA

Commenti

commenti

Condividi