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«Come abbiamo già annunciato a Roma, continueremo a scendere in piazza. Per questo, dopo esserci incontrati, stiamo lavorando alle diverse iniziative che verranno realizzate in tutti i territori, a cominciare naturalmente dall’Emilia Romagna. Nelle prossime settimane ne daremo comunicazione», promette Massimiliano Perna di 6000sardine, il comitato che ha dato il la al movimento e che ha stilato il manifesto antileghista subito diventato virale e in cui si legge: «Cari populisti non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e madri, nonni e nonne, avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare».

L’antirazzismo e il riferimento al fronte ampio dell’antifascismo sono ciò che caratterizza il movimento fluido e magmatico delle sardine che ha riempito le piazze emiliane, per inondare Firenze, Torino, Roma e molte altre città in giro per il mondo.

«L’antifascismo è alla base della nostra Costituzione nata dalla Resistenza, condotta con generosità da donne e uomini con idee e visioni politiche diverse. Socialisti, liberali, comunisti, repubblicani, cattolici, persino monarchici, uniti dalla voglia di liberare il Paese e donare la libertà alle generazioni successive», commenta Perna, giornalista, scrittore e attivista del movimento.

E oggi cosa vuol dire essere antifascisti per te? «Significa…

 

L’intervista di Simona Maggiorelli a Massimiliano Perna (6000 sardine) prosegue su Left in edicola dal 27 dicembre

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