Dal Cipollino tradotto negli anni 50 al viaggio di Gianni Rodari nella Cina della Rivoluzione culturale: un nuovo progetto della Sapienza e del Centro studi Rodari ricostruisce come l’autore italiano sia diventato punto di riferimento per generazioni di lettori in Asia e oltre
«I libri sulla Cina li debbono scrivere gli esperti di cose cinesi. E io non sono un «sinologo». Così, questo non è un «libro sulla Cina», anche se ne ha la veste: è una semplice raccolta di articoli, scritti senza presunzione, e accompagnati da ampie dichiarazioni d’ignoranza. Tre settimane in Cina mi sono bastate per… 



