Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha segnato il passaggio da una timida influenza diplomatica a quella che gli analisti definiscono “Dottrina Donroe”: una versione muscolare della Dottrina Monroe che mira all’espulsione sistematica della presenza cinese e russa dall’emisfero occidentale. E All’inizio del 2026, l’America Latina ha cessato di essere un terreno di cooperazione multilaterale per trasformarsi nel principale teatro di attrito della “Guerra Fredda 2.0 tra Washington e Pechino.
In questo contesto, la distinzione tra sicurezza nazionale e diritto individuale al possesso di armi è svanita, fondendosi in un’unica agenda sovranista guidata dall’asse della destra continentale. Il fulcro di questo mutamento è l’evento tellurico del 3 gennaio 2026: l’operazione “Absolute resolve”. Il sequestro di Nicolás Maduro da parte delle forze speciali statunitensi a Caracas, e il suo immediato trasferimento in un carcere di New York con accuse di narcotraffico, ha infranto il tabù dell’intervento diretto. Dal punto di vista geopolitico, il “vuoto di potere” a Caracas ha costretto gli attori regionali a una scelta di campo obbligata. Il Venezuela, per anni porta d’accesso di Pechino e Mosca nel Caribe, è ora in una “fase di transizione” presidiata dal Pentagono. Questo “cigno nero” ha inviato un messaggio inequivocabile ai governi della regione: l’allineamento con la Casa Bianca di Donald Trump non è più una libera scelta diplomatica, ma una condizione brutale di sopravvivenza politica. Per leader come Milei, il riconoscimento di Washington rappresenta l’unico scudo contro il collasso interno, trasformando la sovranità nazionale in un tributo necessario per restare al potere.
Buenos Aires, avamposto della Nato nel Cono Sur
L’Argentina di Javier Milei rappresenta l’esempio più avanzato di questo riallineamento. Buenos Aires ha smantellato i legami infrastrutturali con Pechino (dalle dighe in Patagonia alla stazione spaziale di Neuquén) per integrarsi nel sistema di difesa statunitense. L’autorizzazione di una base logistica americana nella Terra del Fuoco è una mossa di rilevanza storica che garantisce agli Usa il controllo sulle rotte interoceaniche e una proiezione strategica verso l’Antartide, neutralizzando le ambizioni cinesi nel monitoraggio satellitare dell’emisfero Sud. Coerentemente con la visione libertaria, Milei ha rotto Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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