Ho tradotto Gaza - Attraverso lo schermo di Mazen Kerbaj, artista libanese residente a Berlino. L’autore ha alle spalle una lunga carriera sia come musicista sperimentale che come artista visivo, tra vignette per la stampa libanese e varie piattaforme online (alcune delle quali apparse su Internazionale), fumetti autoprodotti (tra cui diverse collaborazioni con la storica zine libanese Samandal) e volumi pubblicati in Francia e Stati Uniti, nonché mostre in giro per il mondo (inclusa una al Maxxi di Roma nel 2017). Ma Gaza - Attraverso lo schermo (Coconino Press), è il primo dei suoi libri a comparire in Italia. Quando, l’anno scorso, Coconino Press mi ha chiesto se avessi da suggerire per la traduzione italiana qualche fumetto arabo che parlasse di Palestina, non ho avuto dubbi che questa fosse la cosa più potente uscita sull’argomento. Non è esattamente un fumetto, ma una raccolta dei disegni che l’autore ha postato giorno per giorno su Instagram durante i primi mesi del genocidio, nell’urgenza di riversare su carta le proprie emozioni a riguardo. Infatti, qui, la principale sfida di traduzione non è stata linguistica o culturale, ma emotiva. Tradurre Gaza - Attraverso lo schermo è stato straziante più o meno nel senso in cui lo è stato per l’autore disegnarlo e lo sarà per il lettore leggerlo. Si tratta di vivere e rivivere l’orrore, soffermandosi sulle immagini che ci hanno inondato il telefono a partire dal 7 ottobre 2023.
A questo proposito, partiamo dal titolo: posto che quello di Gaza è il primo genocidio della Storia trasmesso in diretta sullo schermo del nostro smartphone, il titolo originale della raccolta era un pregnante Gaza in My Phone (OR Books, 2025). In italiano, scartate soluzioni letterali che stridevano all’orecchio, come Gaza nel mio telefono o Gaza nel mio smartphone, la mia prima proposta è stata: Gaza - L’altro lato dello schermo, ispirata a una delle vignette del libro in cui, sul display di un telefono, si legge: «Da questo lato dello schermo guardiamo le persone dall’altro lato dello schermo morire». A quel punto è stato Mazen a rilanciare, chiedendo quale fosse il titolo italiano di Through the Looking-Glass (“Attraverso lo specchio”) di Lewis Carroll e se non funzionasse per caso un rimando a quel testo: il seguito di Alice nel paese delle meraviglie, in cui la bambina, passando dall’altro lato dello specchio, scopre un mondo al contrario. Così è nato Gaza - Attraverso lo schermo. L’autore non sapeva che in italiano conquistiamo anche una certa assonanza tra “specchio” e “schermo”, che accentua la sovrapposizione tra i due termini. Infatti, per quanto sottintesa o nascosta, sento potentissima, in questo titolo, la metafora dello schermo come specchio: uno specchio nero, come viene definito nel
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