Ogni anno, ormai da millenni, i contadini delle vaste pianure dell’Asia orientale celebrano l’arrivo della stagione della semina, la festa che celebra l’arrivo imminente della Primavera. Il ciclo si rinnova annualmente seguendo il tempo circolare della natura, sempre uguale ogni anno, diverso solo per gli esseri umani, che assistendo al passaggio di un anno, sono più vicini alla fine del loro tempo iniziato alla nascita: il tempo della natura ed il tempo degli esseri umani, tempo circolare e tempo lineare.
In Cina, forse da sempre, il tempo degli uomini segue e asseconda il tempo circolare della natura: ciascun governante si ricorda che il suo tempo è finito, la sua vita è una linea di cui si conosce l’inizio, ma si ignora la fine, mentre il tempo della natura si ripete sempre uguale a sé stesso, ogni anno diverso, nell’infinita storia dell’impero.
Ora come allora, nel 2026, come nei millenni delle dinastie, quando sorge la prima luna nuova dopo il solstizio di inverno, cioè il giorno in cui compare alla vista la prima nuova luna dopo il punto del massimo buio, la vita si rinnova con il Capodanno cinese, Chunjie o festa della Primavera, che dura fin quando quella prima luna giunge al suo culmine, diviene piena e si celebra la festa delle Lanterne Yuanxiaojie, che chiude il periodo festivo.
Le feste, come sappiamo, anche alle nostre latitudini, sono l’occasione per ripensare al passato e immaginare il nuovo anno. Infatti, sbarcando ad Hanoi in Vietnam, il 16 marzo, per la prima visita ufficiale dell’anno, il ministro degli Esteri di Pechino Wang Yi ha dichiarato: «I programmi dell’anno si fanno in primavera».
Nel 2026 la festa di Primavera è caduta il 17 febbraio, la festa delle Lanterne ha chiuso le festività il 3 marzo con la luna piena e il 4 marzo si è aperta a Pechino la riunione plenaria annuale della Conferenza politico consultiva, uno dei cosiddetti due rami del Parlamento cinese. Il giorno dopo, il 5 marzo si è inaugurata la riunione plenaria annuale del Parlamento cinese vero e proprio, l’assemblea nazionale dei rappresentanti del popolo (quarta riunione della XIV legislatura eletta nel 2023).
Le due sessioni o lianghui, sono le uniche due occasioni annuali in cui si riuniscono tutti gli oltre cinquemila delegati, membri delle due assemblee. Quella consultiva è composta da poco più di duemila persone, di cui la maggioranza provenienti dalla società civile: professionisti, imprenditori, professori, ricercatori e scienziati; mentre la seconda è composta da oltre tremila delegati tutti membri del Partito comunista. Cinquemila persone che lentamente con passo solenne hanno preso posto nelle enormi sale del parlamento cinese, situato sul lato occidentale della immensa piazza Tian’anmen, un palazzo di stile sovietico inaugurato nel 1959 in occasione del decimo anniversario della Repubblica popolare cinese.
Mentre la Conferenza politico consultiva non ha compiti legislativi ma costituisce semplicemente una occasione preparatoria per la discussione dei grandi temi di interesse nazionale, la riunione dell’assemblea nazionale dei rappresentanti del popolo inizia con il Rapporto sul lavoro del governo: il più importante documento annuale con il quale il governo cinese riepiloga la situazione dell’anno appena trascorso e programma le iniziative per l’anno appena iniziato, proprio come dice il proverbio: «I programmi dell’anno si fanno in primavera». Udendo in televisione anche quest’anno quella voce scandita Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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