Waiting for Ken Loach, del regista e drammaturgo Simone Amendola, con Floriana Pinto e i ragazzi del Meff School Lab, è un film maturato in circa 5 anni di lavoro a contatto con i giovani partecipanti a un laboratorio di cinema. Presentato a Venezia, nella sezione Confronti delle Giornate degli autori, racconta una piccola, straordinaria storia di riscatto culturale e civile a Mesagne, nel Salento, attraverso la nascita e l’abbrivio di un Piccolo Cinema dedicato a Ken Loach. Esempi virtuosi di gestione indipendente di una sala esistono anche altrove: il Cinemino di Milano, il PostModernissimo di Perugia, U Cinemittu di Longone Sabino, voluto dall’attore Luca Marinelli. Ma questa è una realtà particolare: una sala gestita da ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni. E accanto al cibo, alla taranta anche questa realtà meriterebbe un posto tra le cose di cui la Puglia può andare orgogliosa. Il film racconta dapprima il sogno di un cinema e quello di “fare cinema”, con un corto realizzato nell’ambito del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola (Cips); poi segue il lavoro entusiasta dei ragazzi per dare corpo e concretezza a quel sogno. L’obiettivo Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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Con Waiting for Ken Loach Amendola narra l’impresa di un gruppo di adolescenti che a Mesagne dà vita a una sala autogestita. Una storia collettiva nella quale educazione, cultura e fiducia diventano esercizio critico




