Senza troppa paura di cadere in insidiose semplificazioni, possiamo affermare che non esistono gli Stati Uniti senza l’idea della libertà. Tutta la loro storia, la narrativa intorno al soft power che hanno esercitato sul resto del mondo si fonda sul principio che in America puoi essere davvero libero di realizzare la tua identità e vivere sulla tua pelle quel “sogno americano” che non si fa incastrare in inutili gerarchie sociali, ma dà a tutti le stesse possibilità di farcela. Sarebbe un proposito davvero nobile, se solo fosse vero.
Nel 2026, oltre a essere l’anno delle elezioni di midterm, ricorre anche il duecentocinquantesimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti, e il loro presidente è considerato il meno democratico che abbiano mai avuto. Nel suo lungo articolo intitolato Yes, it’s Fascism uscito sulla rivista The Atlantic il 25 gennaio 2026, Jonathan Rauch argomenta approfonditamente perché, allo stato attuale delle cose, l’operato del presidente Donald Trump possa essere assimilato molto più ai dettami del regime fascista che a quelli di una qualsiasi democrazia. C’è speranza, però, secondo Rauch, perché a tenere l’America dalla parte democratica c’è ancora una Costituzione liberale che l’ha accompagnata per tutta la sua storia e che non può essere modificata tanto facilmente. «Se, tuttavia, Trump è un presidente fascista, questo non significa che l’America sia un Paese fascista», scrive Rauch.
Tuttavia, c’è un paradosso che si annida all’interno dell’ideale americano da ben prima che arrivasse alla Casa Bianca Donald Trump. Lo spiega bene la storica Heather Cox Richardson, che nel suo libro Democracy Awakening analizza lo stato di salute della democrazia statunitense. Nel 1776, scrive, i fondatori si sono voluti allontanare dagli ideali di diseguaglianza europei scrivendo nella Dichiarazione d’Indipendenza delle tredici colonie dalla madrepatria Inghilterra, che «tutti gli uomini sono creati uguali», e che Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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