Il villaggio di Deià negli anni Trenta del Novecento è un piccolo mondo in cui ognuno ha la propria parte da recitare. È il palcoscenico ideale per un dramma in più atti, oppure per un romanzo in cui dietro agli intrecci e alle relazioni tra gli uomini si percepisce l’eterno scontro per il potere. Il potere, l’amore, i tradimenti, la vendetta, vecchi segreti che tornano a galla. E poi, a tenere insieme tutto, la letteratura: tanto quella inevitabile del romanzo quanto quella nel romanzo. Perché questa storia ruota intorno alle figure di due grandi poeti, o meglio di una poetessa e di un poeta, e nel vortice, a più riprese, di donne e uomini di lettere ne compaiono molti altri. Lei è Laura Riding, lui Robert Graves. U
Il romanzo si intitola Ritorno a Deià (Einaudi Stile Libero), e lo ha scritto Wu Ming 4. Ne ho sentito parlare per la prima volta più di un anno e mezzo fa da uno dei suoi soci nel collettivo, a cena, dopo una presentazione. Io stavo portando a termine il grosso sforzo che un anno più tardi avrebbe partorito Maiorca, il mio libro sui fascisti italiani che fecero la guerra di Spagna nella più grande delle isole Baleari. Il discorso tra un boccone e l’altro finì lì, e così seppi del romanzo a cui Wu Ming 4 lavorava proprio in quel periodo. Mi parve subito una coincidenza significativa, e come tutte le coincidenze un po’ spaventosa. Evidentemente nell’aria c’era qualcosa che tirava da quella parte del mondo e della storia. I libri sono usciti entrambi quest’anno, a distanza di una manciata di mesi. Ad aprile è uscito il mio, e Wu Ming 4 ha fatto in tempo a leggerlo prima di chiudere il suo.
Ritorno a Deià m’è arrivato a casa due giorni prima che finisse




