Dalle tende contro il caro affitti alla battaglia per salari dignitosi, istruzione e sanità pubblica. La segretaria nazionale dei Giovani democratici, Virginia Libero, racconta le ragioni della protesta contro il governo Meloni

Al presidio romano degli studenti accampati per il caro affitti e il diritto allo studio abbiamo incontrato Virginia Libero, segretaria nazionale dei Giovani democratici. È scesa in piazza una generazione che si vede negare il diritto alla casa, a un’istruzione, a un lavoro e a una sanità di qualità. La mobilitazione “Generazione senza casa”, partita a piazza Bologna e proseguita fino a Montecitorio, denuncia affitti insostenibili, salari insufficienti e una precarietà che impedisce a studenti e giovani lavoratori di costruire un futuro autonomo. Una protesta che dall’emergenza abitativa si allarga alla difesa dei diritti costituzionali e del welfare pubblico, chiamando in causa le responsabilità politiche del governo Meloni e rivendicando risposte concrete per le nuove generazioni.
Qual è il motivo di questa protesta con le tende?
Siamo mobilitati da giorni. È una questione urgente, anche se purtroppo se ne parla da molti anni. Torniamo a mobilitarci anche fisicamente, scegliendo di nuovo le tende. Questa forma di protesta non è una novità in Italia: tre anni fa, studenti e studentesse di diversi atenei erano scesi in piazza davanti alle università per denunciare il caro affitti. Abbiamo scelto volutamente questo periodo perché, secondo noi, è emblematico di questi quattro anni di governo Meloni. Nel giro di 24 ore, a colpi di voti di fiducia, è stata approvata una legge elettorale presentata come una soluzione ai problemi del Paese. Nel frattempo, però, il Paese reale è fatto di persone che non hanno un tetto sopra la testa. Questa destra continua a consolidare il proprio potere e a difendere le proprie poltrone. Mi dispiace dirlo brutalmente, ma questa è la realtà.
La vostra protesta riguarda la casa, ma denuncia anche una precarietà che investe il lavoro, la sanità e l’istruzione. Qual è la condizione della vostra generazione?
La nostra generazione è cresciuta con il mito della flessibilità, che si è però tradotto in precarietà. Lo dimostrano anche i dati sull’occupazione: un aspetto spesso trascurato è che l’aumento degli occupati in Italia riguarda soprattutto la fascia di popolazione dai 55 anni in su. Nel frattempo, aumentano i contratti pirata e le formule contrattuali

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