Left n.33 | 19 Agosto 2017

La Siria non esiste

Dopo Nizza, Londra e Berlino gli attentati di Barcellona che hanno ucciso 16 persone e ferite oltre cento. Le destre soffiano sul fuoco della paura e della xenofobia e l’Occidente si arrocca ancor di più su se stesso.
Così chiudiamo gli occhi su quello che sta accadendo in Medio Oriente. Facciamo finta di non vedere quanti civili l’Isis ha ucciso nel mondo arabo. Quanti ne ha uccisi il regime di Assad. Sono già 500mila i morti in Siria per la guerra e più di 5 milioni i profughi. Mentre scriviamo Msf lancia un Sos per la crisi umanitaria a Raqqa, roccaforte dell’Isis. Sarà liberata, annunciano le Forze democratiche siriane impegnate da mesi a snidare i miliziani dell’Isis, asserragliati all’interno. Intanto, civili malati e feriti, nella città assediata, sono senza farmaci e cure essenziali. Da oltre 6 anni, in Siria, è emergenza umanitaria. I diritti umani non hanno più cittadinanza. Il silenzio del Consiglio di sicurezza dell’Onu è assordante. A denunciarlo è l’ex procuratore generale del Tribunale penale internazionale Carla Del Ponte che si è dimessa – per questo – dalla Commissione d’inchiesta Onu sulla Siria. «Nella ex Jugoslavia, un anno dopo l’inizio della guerra, fu istituito un tribunale internazionale. In Siria, dopo 7 anni, non c’è ancora un tribunale per la Siria». Perché questo immobilismo? Cui prodest la guerra in Siria? Sono le domande che non possiamo eludere. Diventa sempre più evidente che si sta giocando una guerra per procura (per dirla con parole di Alberto Negri). Assad è il nemico “di comodo” per gli Usa. È il nemico dell’ Arabia Saudita della Turchia e di altri regimi sunniti del Golfo che contrastano l’egemonia dell’Iran. Assad è utile non solo al Paese sciita, ma anche a Putin e a Macron. Solo per accennare agli aspetti più macroscopici di questa tragica partita di cui fanno le spese i civili. Lo smembramento della Siria, la «settarizzazione della società», «la segmentazione del Paese per fasce confessionali» sono il risultato, denuncia Shady Hamadi, in Esilio dalla Siria (Add). «Le proposte che abbiamo portato alla comunità internazionale sono state respinte, liquidate con uno sguardo sprezzante. Dobbiamo riprenderci il futuro del Paese senza agende politiche di terzi». Simona Maggiorelli

 

copertina
Una guerra che tutti hanno già perso

di Umberto De Giovannangeli

Msf e la tragedia dimenticata: A Raqqa si muore ancora

di Leonardo Filippi

Perché i diritti umani in Siria non contano più

di Shady Hamadi

L’incolumità in cambio di umiliazioni e soprusi

di Asmae Dachan

 

M. Abdulkarim: «Così stiamo salvando i tesori della Siria»

di Eleonora Vio


Romanzi
Stranieri su un molo

di Tash Aw

Lanterna

di Jia Pingwa

Un pappagallo volò sull’Ijssel

di Kader Abdolah

Da parte dell’autore

di Zachar Prilepin

Memorie di un rivoluzionario

di Victor Serge

Gli interpreti

di Wole Soyinka

Il rapimento della figlia altrui

di Patrice Nganang

Il poeta prende parte a una manifestazione

di Paco Ignacio Taibo II

Coricarsi e morire

di Adalet Agaoglu

Padrepatria

di Amir Issaa

Il mio caro Bovanne

di Toni Cade Bambara

Consigli alle neolaureate (di cui tutti gli uomini dovrebbero essere a conoscenza!)

di Kurt Vonnegut


Lungo i sentieri della transumanza i passi della poesia

di Angelo Ferracuti

Resiste John Fante e la sua America vera

di Luca Briasco

Henry Moore e la psiche della preistoria

di Francesca Borruso

Emir Kusturica: «Non servono i muri ma un’Europa unita»

di Alessandra Grimaldi


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