Nel suo nuovo libro Luca Ciarrocca ricostruisce come i potenti della Silicon Valley siano riusciti a trasformare la narrativa del progresso tecnologico in un progetto di dominio elitario

Abbiamo creduto per secoli che la tecnologia ci avrebbe liberati, ma nel frattempo qualcuno la stava trasformando in una catena: un giogo algoritmico invisibile che ci tiene fermi mentre il mostro avanza inarrestabile. In L’anima nera della Silicon valley (Fuoriscena ed.), Luca Ciarrocca, giornalista ed esperto americanista, smonta il mito del progresso tecnologico portatore di libertà e ci conduce nel lato nero di una controrivoluzione reazionaria. Al centro del libro Peter Thiel: l’uomo più potente della valley, la cui influenza, secondo molti analisti, supera persino quella dell’onnipresente Elon Musk. Thiel non è solo un miliardario visionario; è il nodo di una rete dove tecnologia e potere si fondono in quella che Ciarrocca definisce “tecnognosi reazionaria”. Algoritmi e dati diventano strumenti di controllo quasi religioso. Il libro, infatti, intreccia politica, tecnologia e mito, evocando scenari che ricordano L’Incal di Jodorowsky. Qui la tecnologia non è neutra: diventa magia, e il potere assume forme quasi sacre e imperscrutabili. Come scrisse Arthur C. Clarke: «Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia». Formule e codici operano come incantesimi, guidando masse inconsapevoli e plasmando la realtà secondo la volontà di pochi eletti. Al cuore del sistema di controllo c’è la Palantir technologies, fondata da Thiel nel 2003. Il suo software di sorveglianza e “intelligence predittiva” è usato da Cia, Fbi, Pentagono, Nsa, Ice e Israele. Numeri e casi concreti mostrano un potere inquietante: a Gaza assegna punteggi agli abitanti basati sulla “probabilità che siano militanti”; in Ucraina individua obiettivi militari; negli Stati Uniti decide quale obiettivo Ice debba espellere. Il nome (Palantir) richiama le sfere di cristallo del Signore degli Anelli: strumenti di potere nelle mani dei re, armi di corruzione se controllate dai “cattivi”. Ciarrocca mostra come Thiel e la sua cerchia abbiano trasformato la narrativa del progresso tecnologico in un progetto di dominio elitario. La Silicon valley è diventata la roccaforte di un’oligarchia nera: algoritmi come incantesimi, codici come liturgie, e noi - cittadini e utenti - i fedeli inconsapevoli di questa nuova religione digitale. Ma come difenderci da questo nuovo nemico della democrazia e dai suoi accoliti? Giriamo la domanda all’autore.

Qual è il vero volto di questa Silicon valley?

Questa élite tecnologica ha un’ideologia di destra fondata sulla convinzione di appartenere a un gruppo dotato di intelligenza superiore - umana e artificiale. Una sorta di superuomini nietzschiani 2.0. Per loro la democrazia è in difetto perché dà ancora possibilità

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