Stanotte mi è tornato in mente Ahmed, l’ho conosciuto a Lampedusa due anni fa. Ti mando la sua storia…» mi ha scritto Michela all’alba di lunedì. Domenica è stata infinitamente dura. L’immagine di quei corpi che galleggiavano era assurda, atroce. Troppi, troppo ancora.

Ci siamo sentiti tra noi giornalisti. Poi hanno iniziato a chiamarci tutti. Collaboratori, fotografi, editore, amici. Adriano Prosperi, Giulio Cavalli, Fulvio Vassallo, Filippo Miraglia. È uno sterminio dicevano. Sì, è uno sterminio. Di massa. Non ci siamo più fermati. Non ci riuscivamo. Abbiamo cominciato a chiederci come fare, che fare. Abbiamo imprecato ancora contro quest’Europa orribile che “risparmia” nel nome di una Fortezza. La loro.

Left ha dedicato decine e decine di copertine ai migranti e ai morti. Avevamo previsto tutto. Tutti avevano previsto tutto, questa è la cosa peggiore. Ci siamo sgolati a urlare che era una follia mettere fine a Mare Nostrum. Ci siamo disperati nel dire che Triton non aveva senso. Anzi, che ne aveva uno bruttissimo. «C’è un’Europa che, vista così, fa veramente orrore. Questa Europa è stata artefice di due guerre mondiali e un genocidio. Abbiamo detto mai più! Il mai più non va riferito soltanto ai forni crematori. Mai più anche ai forni liquidi!». Lo ha detto Emma Bonino e il riferimento a certi “metodi” di eliminazione di vite umane non è velato. È chiaro. «Forni liquidi». «Hanno cancellato Mare Nostrum con una motivazione che fa vergogna. Perché costava 9 milioni di euro al mese. Triton ne costa 3. Siamo il Continente più ricco del mondo, secondo tutti gli standard, e stiamo costruendo nella psiche di milioni di africani il concetto di Fortezza Europa», ha aggiunto.

Due caffè al giorno. Gli italiani avrebbero dovuto rinunciare a due caffè al giorno per finanziare Mare nostrum. Ma «il nostro Paese ha rinunciato a fare la sua parte di umanità». Perché il governo Renzi ha cancellato l’operazione Mare Nostrum accettando non solo la motivazione economica – il risparmio – ma anche la motivazione dei colleghi europei che sostenevano e sostengono che l’operazione di salvataggio avrebbe attirato ulteriori sbarchi. Ha rinunciato a fare la «sua parte di umanità» volontariamente. Che modo di pensare è questo?

Si può dire, come fanno i bambini, “schifo”?
Sì. È uno schifo di modo di pensare. Non trovo altre parole oggi.

Non ha pensato così la Tunisia che ne ha accolti un milione, né la Giordania che ne ha 600.000 o il Libano che ha dato asilo a più di un milione di profughi. Noi sì. Anzi, loro sì. Governo ed Europa. Si difendono dagli invasori, blaterano di droni e blocchi navali (morte a domicilio, questa volta), hanno il coraggio di dire che con Mare nostrum era la stessa cosa (Alfano, ministro degli Interni del governo Renzi). Parlano a tv e giornali, pensano persino alla benzina degli scafisti. Il loro modo di pensare è un orrore. Produce forni liquidi. Ha ragione Emma. Desaparición, aggiunge Calamai.

Allora noi, lo ribadiamo, questa Europa che manda a morte chi non ce la fa, che sia greco o africano o altro, non la vogliamo più. E non vogliamo più neanche quest’Italia finta. Quella che va in America a portare il vino e a scherzare di calcio e bellezza. E quando torna va a Pompei, che crolla da anni, e continua a parlare di bellezza. Il mondo ha bisogno della nostra bellezza, ha detto il premier. Quale bellezza? Il mondo ha fame d’Italia, ha detto il premier. Avranno avuto fame d’Italia anche quelli che arrivavano dalla guerra?

Ci siamo interrogati se come giornale potevamo fare un passo in più oltre alla cronaca. Ci siamo chiesti se avessimo potuto fare un ricorso alla Corte europea dei diritti umani, magari anche solo per concorso morale in strage. Contro questa Europa. Abbiamo parlato con avvocati e associazioni tutto il giorno. Ma a noi, come giornale, non è consentito, non essendo parte giuridicamente lesa. Possono farlo i migranti stessi o i loro parenti se aiutati. Allora noi ci siamo, noi li sosterremo se vorranno procedere con azioni legali. Oggi siamo neri per scelta. La nostra condanna non scade. La nostra “parte di umanità” è irrinunciabile. Per noi. Non è vita senza.

@ilariabonaccors

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