Se il neoliberismo è sempre più la Costituzione materiale su cui si fonda questa Unione europea, le politiche di austerità – lungi dal fornire una via d’uscita dalla crisi – hanno agito come una gigantesca leva di “redistribuzione” dal basso verso l’alto. Il risultato più evidente è l’aumento delle disuguaglianze: tra Nord e Sud Europa, tra i nord e i sud dello stesso Paese, tra uomini e donne (gender pay gap), tra ricchi e poveri. La mia generazione e quelle più giovani sono cresciute già nello smantellamento (o nell’assenza) di un’idea di welfare come elemento di giustizia sociale e come politica redistributiva (del reddito, del lavoro, dei diritti).

L’idea di un’altra Europa possibile è stata messa a dura prova in questi mesi, in uno scontro durissimo tra il neoliberismo a trazione tedesca e il governo greco. Uno scontro che ha messo ulteriormente in chiaro quali fossero i rapporti di forza, oggettivi e soggettivi. Dobbiamo ripartire dalla sconfitta di luglio, con l’imposizione del memorandum. Consapevoli che la vittoria di Syriza e di Tsipras dello scorso 20 settembre mantiene aperta la partita, ma che senza una soggettività unitaria e forte della sinistra europea, di tutte le forze che hanno sostenuto da sinistra l’Oxi, senza una dimensione europea delle lotte e dei conflitti, quei rapporti di forza non cambieranno.

E, poi, abbiamo bisogno di proposte. Di un’idea di cittadinanza europea che parli a tutte le generazioni e a tutti i generi, a nativi e migranti: che parli anche a quella parte del 99% per cento molto spesso escluso da un welfare lavorista, familista, nazionale. Da queste domande nasce “Eurhope?”: un meeting internazionale che abbiamo organizzato come Gue/Ngl, il gruppo parlamentare europeo della Sinistra unitaria europea-Sinistra verde nordica di cui facciamo parte come Altra Europa con Tsipras, insieme a, tra gli altri, Syriza, Podemos, Izquierda Unida. E insieme ad ACT! Agire, costruire, trasformare.

 

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Saremo a Bari il 25, 26 e 27 settembre, per provare a ripensare l’Europa partendo dal Sud, dall’Europa meridionale e mediterranea. Un posizionamento politico, contro l’Europa fortezza e contro tutti i muri. È dalle persone che fuggono dalle guerre, dai flussi determinati dalle disuguaglianze prodotte dall’Occidente, che quest’Europa deve ripartire. Dalla dignità di donne e uomini che attraversano un continente ostile, con un cammino che, come ci ricordava Balibar, sta allargando l’Europa e può rifondarla.

Servono proposte concrete, alternative possibili e praticabili. Perciò abbiamo lanciato una call for proposals, per raccogliere idee e visioni, suggestioni e strumenti. Per il futuro dell’Europa, per sottrarre le giovani generazioni a un destino di precarietà, per capire come si crea occupazione, pensare nuovi modelli di welfare, un reddito di cittadinanza europea e molto altro. A Bari, dal Sud che più di altre regioni europee è vittima delle politiche di austerity e della crisi, vogliamo quindi incrociare le analisi e le proposte dei movimenti e delle forze europee della sinistra. Ci proponiamo di dar vita a un’agorà in cui attivisti, associazioni, reti, forze sociali e politiche, possano arricchire la propria “cassetta degli attrezzi” con nuove rivendicazioni e analisi, proposte concrete per costruire, ognuno nel proprio contesto locale e nazionale.

Saranno tantissimi le relatrici e i relatori: il segretario della Fiom Cgil Maurizio Landini, Giuseppe De Marzo di Libera, Salvatore Altiero di A Sud, Anne Trompa e Jan Schlemermeyer di Blockupy International, Serena Fiorletta del collettivo Femministe Nove e gli eurodeputati Tania Gonzales di Podemos, Fabio De Masi della Linke, Marina Albiol di Izquierda Unida, Daithi Doolan del Sinn Feinn e molti altri.

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