«Un Paese che da 14 anni vive in una situazione di violenza e di instabilità che non è stata risolta dagli interventi militari. Quattordici anni dopo, sono sempre di più quelli che fuggono. E’ amaro constatarlo, ma da quello che osservano i nostri medici e operatori, dal 2001 a oggi poco o nulla è cambiato». Così Loris De Filippi, coordinatore italiano di Medici Senza frontiere in riferimento all’Afghanistan. Umberto De Giovannangeli lo ha intervistato su Left in edicola per parlare del dopo raid americano a Kunduz. Qui sotto le foto della città inviateci da Medici Senza Frontiere

Scene outside of a local pharmacy in Kunduz city, Northern Afghanistan.

Fuori da una farmacia di Kunduz

Kunduz as seen through the window of the cottons seed oil refinery at the Spinzer Cotton Factory in Kunduz.

Una vista di Kunduz

Aftermath of Kunduz hospital 03 Oct bombings_1

Nell’ospedale di Kunduz durante il raid americano

Fires burn in the MSF emergency trauma hospital in Kunduz, Afghanistan, after it was hit and partially destroyed by missiles 03 October 2015.

L’ospedale di Kunduz in fiamme

A destroyed areas of the MSF hospital, in Kunduz, Afghanistan is visible 03 October 2015 at first light, the morning after the facility was hit by sustained bombing.

Una delle aree distrutte dell’ospedale di Kunduz

Emergency surgery and medical activities continue in one of the remaining parts of MSF's hospital in Kunduz in the aftermath of the bombing 03 October 2015.

Medici al lavoro dopo il raid aereo a Kunduz

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