La storia di Tommaso Cestrone, il pastore che per lughi anni ha difeso dall’incuria la Reggia di Carditello, ha ispirato il film Bella e perduta di Pietro Marcello che  il 18 novembre viene presentato a Torino come anteprima del il 33esimo Torino Film Festival. 

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Un fotogramma del film “Bella e perduta”

La storia della Reggia acquistata dallo Stato grazie all’interessamento dell’allora ministro Massimo Bray è un esempio di come sia possibile recuperare tesori d’arte sottraendoli al declino e al ricatto delle mafie. E il regista ha voluto rendere omaggio a quel luogo simbolo con un film visionario e poetico che ha per protagonista  la maschera di Pulcinella,  il servo sciocco,  che viene dalle viscere del Vesuvio e che attraversa la Campania di oggi per realizzare il sogno di Tommaso di salvare un animale nella residenza borbonica abbandonata a se stessa nel cuore della terra dei fuochi. «Ho imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni – scrive Pietro Marcello – riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina. Spesso ho pensato di realizzare un film itinerante che attraversasse la provincia per provare a raccontare l’Italia: bella, sì, ma perduta».

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I poster promozionali del film “Suffragette”

L’inaugurazione vera e propria della rassegna  in programma dal 20  al 28 novembre è affidata invece al film Suffragette scritto da Abi Morgan e diretto da Sarah Gavron. Il titolo quasi immediatamente evoca l’immagine di donne pie che, armate di crinoline  e bon ton, pretendono di fare la rivoluzione. Ma  questo film intende mostrare  quanto quest’immagine sia  frutto dello sguardo misogino con cui  queste pioniere dei diritti civili erano guardate.  Del resto, se solo pensiamo che il suffragio universale in Svizzera c’è solo dal 1971 e che  in paesi come l’Arabia Saudita ancora non c’è, siamo già spinti a riconsiderare il ruolo storico delle suffragette.  Senza  l’impegno di donne come Emmeline Pankhurst  (di cui Castelvecchi ora pubblica la schietta  e coraggiosa autobiografia) le donne sarebbero rimaste a lungo senza diritto di voto anche in Inghilterra.

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Una scena di Antonia, film sulla vita della poetessa Antonia Pozzi

Si parla ancora di donne  che hanno cercato una propria realizzazione fuori dalle imposizioni sociali ( pagandolo duramente) nel film Antonia di Ferdinardo Cito Filomarino che arriva al TorinoFilmFestival nella sezione Festa Mobile.  Il film offre un intenso ritratto della poetessa Antonia Pozzi, considerata da Eugenio Montale come una delle più importanti voci del Novecento. «Anche se nella sua breve esistenza non ha mai saputo di esserlo», ricorda il regista.  In questa opera prima sono ripercorso gli ultimi dieci anni della vita della poetessa. Milano è sotto la cappa  fascista.  Anna scrive in segreto, con uno stile febbrile, dell’amore impossibile con il suo professore del liceo, racconta gli incontri, i tormenti, la passione. il regista la segue nella trasformazione dal reale al poetico, riflessa sul viso, sul corpo, nelle fotografie che scatta e sulle pagine che scrive. Fino a quando, a soli ventisei anni, il 3 dicembre del 1938, Antonia Pozzi si toglie la vita non avendo ancora pubblicato nessuna delle sue poesie.

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Una scena di “Coma”

È ancora una storia di donne  Coma, il film siriano-libanese diretto da Sara Fattahi. Al centro  della narrazione ci sono una nonna,  una madre e una figlia   che vivono rinchiuse in un vecchio palazzo di Damasco. Mentre fuori infuria la guerra, le donne tirano avanti avendo come colonna sonora le appassionate soap siriane. Da quella surreale prigione la regista e documentarista lancia un grido di denuncia sulla condizione del proprio Paese.

Al Torino Film Festival sarà presentato anche il terzo lungometraggio di Elisabetta Sgarbi, Colpa del comunismo  sulla storia di donne romene, Ana, Elena e Micaela, che lavorano in Italia , da tempo, come badanti. Ma due di loro  perdono il lavoro e sono costrette a intraprendere un lungo  viaggio tra l Marche e il Polesine. Non trovando un posto fisso ma facendo incontri, amicizie, vivendo inaspettati momenti di solidarietà. Da non perdere di vista anche  il film  The Idol di  Hany Abu-Assad Siamo a Gaza, dove- nonostante il conflitto – Mohammed Assaf e sua sorella Nour, giocano, senza perdere la tenerezza parco giochi. Fanno musica con i loro amici, giocano a calcio, sognano. Che lo spinge a varcare i confini.

 Siamo a  Palermo invece con il film Lo scambio di Salvo Cuccia, ambientato a metà anni Novanta. Un commissario indaga su  una paratoria al mercato, costata la vita a un ragazzo, mentre un altro è in fin di vita. La moglie del commissario, intanto, è sempre più ossessionata dal rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo. Un giallo psicologico ispirato a una storia realmente accaduta, scritto con iol contributo del  magistratoAntonio Sabella.
Segnaliamo anche Simple Goodby di Degena Yun sulla storia di  una giovane donna che, dopo molti anni in Inghilterra, torna a Pechino perché il padre sta male. I genitori sono tornati a vivere insieme per fronteggiare la malattia, ma mal si sopportano. Ma a poco a poco, anche grazie al rapporto con la figlia,  l’uomo si riappropria del suo passato, delle sue radici, dei suoi sogni. Emozioni autobiografiche per l’opera seconda di Degena Yun, figlia di Saifu, il regista di The Sorrows of Broke.
Fra i molti film in programma  troviamo anche classici da rivedere come Distant voices, still lives di Terence Davies (1988) che ripercorre la storia di una famiglia  operaia nella Liverpool del secondo dopoguerra. Fu il folgorante esordio nel lungometraggio, un intenso viaggio autobiografico nel non detto delle relazioni familiari.Il regista sarà a Torino per essere premiato e per presentare  il suo nuovo Unset song incentrato  su una ragazza prigioniera di una  famiglia patriarcale nella campagna scozzese.

La sezione palcoscenico

L‘Amleto di  Shakespeare nell’allestimento del National Theatre andat0 in scena al Barbican di Londra fino allo scorso 31 ottobre, con nel ruolo del principe di Danimarca, diretto  da  Lyndsey Turner su colonna sonora di Nat King Cole e in chiave politica attualizzata.
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Benedict Cumberbatch nel ruolo di Amleto

Daniele Segre invece presenta Morituri , una commedia nera che ha per protagoniste tre donne che si incontrano al cimitero, mentre  Davide Ferrario è a Torino con SEXXX, dall’omonimo spettacolo ideato dal coreografo Matteo Levaggi.

Tutti i numeri del festival

158 lungometraggi, 15 mediometraggi e 32 cortometraggi. Fra  i film si contano 47 opere prime e seconde, 50 anteprime mondiali, 20 anteprime internazionali, 8 anteprime europee , 71 anteprime italiane

>> GALLERY | Tutti i film 

Il programma completo è sul sito:www.torinofilmfest.org

@simonmaggiorel 

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