Se noi non fossimo qui, se noi fossimo degli stranieri appena sbarcati in Italia e per uno strano caso qualsiasi ci capitasse stamattina di passare in un’edicola, davanti alle prime pagine dei quotidiani, oggi verrebbe da pensare che abbiamo dichiarato guerra a cannone battente e siamo nel pieno dell’ubriacatura da militarismo greve.

Le foto di Abdelhamid Abaaoud, nelle sue patetiche pose da Rambo in salsa orientale e la fierezza con cui viene annunciata la sua avvenuta uccisione (anche sul moderato Corriere della Sera) farebbero credere, a prima vista, non solo che il conflitto abbia ufficialmente sdoganato l’uso della violenza ma anche che ci sia una generale soddisfazione per questa guerra alla guerra fatta con la guerra. Un’avvincente partita a Risiko su scala mondiale in cui si fatica a trattenere l’esultanza per l’ultimo tiro di dadi e si espongono i trofei dell’ultimo ammazzato tra i cattivi. Ma davvero credono che noi si possa abboccare alla storiella che questi giovanotti in stitiche pose da soldati possano da soli giustificare l’orrore? Ma davvero le bombe francesi su Raqqa possono essere considerate l’inevitabile conseguenza?


 

Cosa sappiamo di Abdelhamid Abaaoud, il cervello della strage di Parigi


 

L’ubriacatura occidentale di questi giorni non si scosta poi tanto dalle rivendicazioni patinate dell’ISIS: “siamo 1 a 1, ora!” titolano i giornali e tutti ebbri di aver cavato l’occhio per occhio, dente per dente. Così, in questo turbine di mediocrità, basta che il Papa intoni il ritornello del “non fate la guerra” per apparire uno statista. Anche Renzi che si trattiene dalle iperboli belliche diventa quasi umile mentre Hollande insegue la Le Pen sulla chiusura delle frontiere gigioneggiando al pugno duro ma democratico.

Basta l’odore del sangue perché molti precipitosamente si spoglino dell’esser di “sinistra” come se quel vestito fosse stato un peso, un blocco o una partitura da simulare. E così la banalità del male fa dei vecchi hippy invecchiati e dei loro ritornelli la visione più moderna del mondo.

Contenti voi. Buongiorno.

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