Ierisuperiori occidentali hanno voluto lasciare un segno tangibile della propria intelligenza mettendo in mostra tutta la civiltà di cui sono capaci e che manca a quei cattivoni islamici (che prima si chiamavano Isis e poi di colpo sono Daesh). Hanno pensato, i superiori occidentali di stirpe italiana, di affrontare l’integralismo sotto l’ala di Allah con una costumata manifestazione che ha messo insieme tutte le menti migliori del Paese.

Non riesco a non pensare, con ammirata affezione, alla riunione preparatoria in cui si è convenuto giustamente di celebrare il rito pagano davanti ad una scuola: non c’è niente di meglio della lungimiranza di chi, al contrario dell’Islam, decide di star bene lontano dai giovani per evitare pericolose derive di emulazione. Avranno sicuramente scelto il cortile di una scuola per essere certi che fossero tutti dentro. Nessun punto d’osservazione migliore, si saranno detti:«se dobbiamo stare lontani da qualcuno basta tenere d’occhio la porta da cui potrebbe uscire», avranno pensato.

Ed è estremamente elegante difendere una religione con i suoi iperbolici simboli pagani, come i modellini del dio bambino e della nascita e della grotta. «Siamo superiori? Bene: stacchiamoci dalle cose terrene e buttiamoci tutti nel muschio!»: devono essersi detti così, più o meno. E poiché è giusto avere un approccio laico lontano dai fondamentalismi la genialiata è stata quella di piazzarci un’ex Ministro all’Istruzione ad intonare il “Tu scendi dalle stelle” impugnato come un peana d’attacco. «Vedi te che imbarazzante lezione di superiorità» avranno bisbigliato tutto il giorno quelli del Daesh.

Quando poi alla sera si è scoperto che la causa dell’esibizione cristiana era probabilmente falsa (un preside che non ha mai pensato di cancellare nessun Natale) i saggi occidentali (con venature padane) hanno risposto che non è mica la causa che conta, no, mica la causa ma piuttosto l’effetto. Sta scritto nel Vangelo secondo Bush. E il califfato tutto schiacciato a prendere appunti fitti fitti. Gran cosa, l’Occidente.

Commenti

commenti