Mentre l’atletica italiana vive un momento difficile tra controlli antidoping elusi e campioni “macchiati” dal sospetto a Bloemfontein, cittadina impronunciabile sudafricana, c’è uno sport italiano che stravince. I mondiali IAADS (atletica leggera riservata a persone affette da sindrome di down) hanno visto come protagonista un’italiana, Nicole Orlando, che ha collezionato 4 ori e 1 argento segnando anche il nuovo record nel triathlon. L’Italia si è portata a casa qualcosa come 18 ori, 7 argenti e 2 bronzi: niente male per un Paese pronto a sventolare nazionalismo sportivo alla prima scoreggia di un nostro calciatore nel campionato tra scapoli e ammogliati.

Nicole Orlando sul podio, con bandiera italiana e peluche portafortuna, si è commossa ascoltando l’inno italiano e ha dedicato le vittoria alla nonna scomparsa da poco, vestendo la vittoria con la semplicità e la dignità di chi ce l’ha messa tutta, nonostante tutto.

Ogni tanto il ritorno alla semplicità delle cose e al “ben pensare” che rimetta i valori in ordine arriva dalle azioni o dagli oggetti minimi: se provate ad osservare il viso di Nicole commossa sul podio ci vedete dentro la dignità di chi è professionale in quello che fa. Professionale nel senso più antico, quello artigianale e scritto dai padri della nostra Costituzione: i professionisti che sono tali perché professano i propri valori nei propri mestieri. Ecco, se guardate quella foto, forse anche a voi capita, come succede a me, di trovare un professionismo di cui abbiamo tanto bisogno. Torna in fretta, Nicole.

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