Nel clientelistico balletto della legge di stabilità, quella medievale lista della spesa di costose mancette a forma di un paio di righe di emendamenti, il Governo ha deciso di abolire la super tassa sugli yacht e quella sulla compravendita dei calciatori. Nonostante la recita di un governo pancia a terra per risolvere annosi problemi sociali, lavorativi e imprenditoriali (e nonostante un parlamento ormai frammentato dai numerosi cambi di schieramento) ancora una volta si ritaglia il tempo (bastano pochi minuti) per favorire questo o quell’amico che lamenta alla persona giusta le proprie ingiustizie.

Si ripete tutti gli anni e tutti i governi, come se di fondo ci sia una maggioranza che, nonostante governi ed evoluzioni politiche, sa di potere contare su quei momenti di disattenzione generale in cui infilare il proprio colpo. Così escono tre milioni per bande e cori, 500 mila euro all’Istituto Suor Orsola e tutta una serie di finanziamenti a pioggia che, per qualche strano motivo, devono essere votati con carattere d’urgenza in seduta notturna piuttosto che inseriti in una più ampia discussione sul tema o, meglio ancora, in un organico piano nazionale di finanziamenti.

Tra i pacchetti prenatalizi non è passato (ed è un bene) anche la richiesta deroga al piano paesaggistico che avrebbe permesso una più agevole costruzione del nuovo aeroporto di Firenze, come se anche la sospensione temporanea delle leggi fosse un pacchetto possibile da incartare.

Sembra uno scherzo ma ancora oggi, come ai tempi dei guelfi e dei ghibellini, rimane vivo un mecenetasimo ristretto per piccoli gruppi di potere come punto in agenda della politica. Solo che nel 2015, poichè evidentemente siamo diventati moderni, il piccoli favori vengono pagati da tutti. Discussi da pochi. E votati di notte.

Buongiorno.

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