Dopo la grande mostra al Pan di Napoli, Shepard Fairey, in arte Obey è protagonista di una retrospettiva negli spazi della Galleria OnoArte a Bologna, dal 21 gennaio al 28 febbraio. Parliamo del più noto street artist americano diventato famoso in tutto il mondo con l’immagine stilizzata in quadricromia di Barack Obama sovrapposta ai termini Hope (speranza), Change (cambiamento), Progress (progresso), opere che sono diventate il simbolo della campagna elettorale del futuro presidente degli Stati Uniti d’America nel 2008. E che molto hanno giovato all’attuale presidente perché lo hanno reso immediatamente popolare e trendy anche fra le giovani generazioni. In quella occasione Obey non aveva pagato i diritti della foto e l’autore di quello scatto ufficiale da cui l’artista era partito non ha mancato di chiedergli il conto. Andando per vie legali.

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©Shepard Fairey. All rights reserved

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Lo stesso Obey poi ha trovato il modo di rifarsi grazie alla vendita di gadget, magliette e quant’altro su cui sono stampate le sue fantasiose immagini che hanno avuto un successo enorme a New York, come delle maggiori capitali del mondo, facendosi strada nella contro cultura, d’ispirazione DIY e post-punk, «che li utilizza – come sottolineano gli organizzatori della mostra – come strumento per far sentire la propria voce, e spesso il proprio dissenso nei confronti della cultura mainstream, dalla quale però attinge stilemi e retoriche ben precise come lo slogan pubblicitario».

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Sono perlopiù “opere” molto grafiche, nate sulla scorta di storici manifesti e locandine agit -prop che inneggiano alla  pace e al dilaogo fra culture diverse e che prendono di mira le manie guerrafondaie di molti presidenti americani, a cominciare da Ronald Reagan. Molti sono i richiami alla cultura hippie e alla psichedelia, ma riviste in chiave attualissima e, in certo modo, politically correct, senza inni alla droga e senza mitizzare l’autodistruzione come invece fecero in molti, da James Dean a Jimi Hendrix.

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Originario del South Carolina, Frank Shepard Fairey è nato a Charleston il 15 febbraio 1970, ha saputo far incontrare i linguaggi di strada con una formazione più classica diplomandosi all’Accademia d’arte. La sua “carriera” è iniziata nel 1989 con  l’iniziativa André the Giant Has a Posse, con cui disseminò i muri della città di adesivi (stickers) che riproducono il volto del lottatore di wrestling André the Giant. E ancora oggi, pur essendo diventate un marchio che ha generato catene di negozi, riescono “miracolosamente” a mantenere un appeal “underground”.

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  @simonamaggiorel

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