Un editoriale sul New York Times e una serata Tv con Anderson Cooper, una delle facce televisive più note d’America. E anche un confronto in diretta con cittadini che difendono il loro diritto costituzionale di avere un fucile – una follia, ma costituzionale. Obama è in piena campagna per difendere i suoi ordini esecutivi che aumentano leggermente la difficoltà di procurarsi un fucile – controlli, database, assunzione di personale.

L’attacco in televisione è duro contro la Nra, La National Rifle Association, potente lobby delle armi, che un tempo era favorevole ai controlli e oggi è divantata un braccio armato dei repubblicani, che lo sono, aa loro volta dell’associazione dalla quale prendono milioni in contributi elettorali.

«Le mie proposte non sono radicali, ma l’atmosfera che si è creata è alle per cui se io avanzo una proposta modesta e du buon senso sulle armi viene descritta come un complotto della mia amministrazione volto a togliere le armi agli americani…c’è un motivo per cui la NRA, la lobby delle armi, non è qui, è perché sono in strada a fare la loro campagna, sono pronto a incontrarli ma la discussione non può essere basata su fantasie e teorie del complotto…Non c’è nessuna merce che compriamo che non cerchiamo di rendere più sicura: auto, giocattoli per bambini, bottiglie di medicine. Perché non applichiamo questo senso comune anche alla “merce pistole”?»

Sul New York Times c’è anche un messaggio per i candidati democratici, Clinton e Sanders, che sono probabilmente già d’accordo con lui:

Continuo a fare scelte da presidente, ne farò come cittadino: non farò campagna elettorale, né sosterrò nessun candidato anche delle fila del mio partito che non sostiene riforme di buon senso sulle armi. E se il 90 per cento degli americani che sostengono queste riforme, eleggeremo il leader che meritiamo.
Tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere anche i possessori di armi. Abbiamo bisogno della stragrande maggioranza dei possessori di armi che piangono con noi dopo ogni strage e non sono adeguatamente rappresentati. Anche l‘industria delle armi dovrà fare la sua parte.

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