Lo scorso 20 settembre l’attrice afroamericana Viola Davis, vincitrice dell’Emmy Awards per il suo ruolo da protagonista nella serie tv How to get away with a murder, ritirando il premio aveva catturato l’attenzione del mondo con il suo discorso parlando di quanto fosse difficile per le attrici di colore, non solo ricevere un premio per le loro performance, ma anche solo ottenere dei ruoli che andassero al di là dei classici stereotipi razziali.

Ciò che separa le donne di colore da tutte le altre sono le opportunità. Non si può vincere un Emmy per ruoli che semplicemente non esistono. Quindi, questo è per tutti gli sceneggiatori, le persone che hanno riscritto la definizione di essere bella, essere sexy, essere una donna protagonista ed essere nera.

Il discorso e la vittoria della Davis sembravano aprire una strada e mostrare che le cose nel mondo dello show business stavano cambiando.
Un sogno però che è durato poco e che, proprio in occasione di un’altra attesissima cerimonia, quella degli Oscar, ci impone un brusco risveglio. Per il secondo anno consecutivo infatti fra i candidati alla prestigiosa statuetta non compare nessun attore o regista di colore. La protesta è dilagata velocemente su Twitter dove in molti hanno commentato l’accaduto utilizzando l’ #OscarSoWhite lanciato dal regista afroamericano Spike Lee che ha rifiutato l’invito a partecipare a questi Academy «troppo bianchi», durante i quali doveva ritirare un premio alla carriera. Un altro rifiuto è venuto dall’attrice Jada Pinkett, moglie di Will Smith, stupita come molti altri colleghi della mancata nomination del bravissimo Michael B. Jordan protagonista di Creed – Nato per combattere. Sulla querelle che getta l’ombra della discriminazione sugli Oscar è intervenuta con un lungo comunicato la presidente dell’Academy Cheryl Boone Isaacs, anche lei di colore:

Il tweet con la foto del comunicato dell’Academy

Vorrei riconoscere il meraviglioso lavoro dei candidati di quest’anno. Mentre festeggiamo il loro straordinario traguardo, ho il cuore spezzato e sono frustrata dalla mancanza di diversità. Questa è una questione difficile ma importante, ed è ora di grandi cambiamenti. L’Academy sta facendo passi importanti per modificare la composizione dei nostri membri. Nei prossimi giorni e settimane condurremo una revisione del nostro sistema di reclutamento per introdurre la diversità di cui abbiamo tanto bisogno nel gruppo del 2016, e in quelli successivi. Come molti di voi sanno, abbiamo già introdotto delle modifiche di questo tipo negli ultimi quattro anni. Ma il cambiamento non sta arrivando veloce come vorremmo. Dobbiamo fare di più, e farlo meglio e più in fretta. Questa cosa ha dei precedenti nella storia dell’Academy. Negli anni Sessanta e Settanta si trattava di coinvolgere membri più giovani per rimanere vivaci e rilevanti. Nel 2016, la missione è l’inclusione in tutte le sue sfaccettature: genere, colore della pelle, etnia e orientamento sessuale. Capiamo le preoccupazioni molto reali della nostra comunità, e ringrazio molto tutti quelli di voi che si sono messi in contatto con me nel nostro sforzo di andare avanti insieme.

Nonostante le parole della Isaacs fa riflettere il fatto che tutto questo accada mentre nella società statunitense la segregazione della comunità nera sia un problema sempre più grave e proprio nell’anno in cui è esploso il movimento Black Lives Matter per dare una risposta alle crescenti ingiustizie razziali delle forze dell’ordine nei confronti degli afroamericani.

L’industria cinematografica di Hollywood perde l’enorme occasione di contribuire a costruire immagini positive capaci di scardinare gli stereotipi che spesso contribuiscono alla discriminazione razziale.

La reazione di Spike Lee su Instagram 

#OscarsSoWhite… Again. I Would Like To Thank President Cheryl Boone Isaacs And The Board Of Governors Of The Academy Of Motion Pictures Arts And Sciences For Awarding Me an Honorary Oscar This Past November. I Am Most Appreciative. However My Wife, Mrs. Tonya Lewis Lee And I Will Not Be Attending The Oscar Ceremony This Coming February. We Cannot Support It And Mean No Disrespect To My Friends, Host Chris Rock and Producer Reggie Hudlin, President Isaacs And The Academy. But, How Is It Possible For The 2nd Consecutive Year All 20 Contenders Under The Actor Category Are White? And Let’s Not Even Get Into The Other Branches. 40 White Actors In 2 Years And No Flava At All. We Can’t Act?! WTF!! It’s No Coincidence I’m Writing This As We Celebrate The 30th Anniversary Of Dr. Martin Luther King Jr’s Birthday. Dr. King Said “There Comes A Time When One Must Take A Position That Is Neither Safe, Nor Politic, Nor Popular But He Must Take It Because Conscience Tells Him It’s Right”. For Too Many Years When The Oscars Nominations Are Revealed, My Office Phone Rings Off The Hook With The Media Asking Me My Opinion About The Lack Of African-Americans And This Year Was No Different. For Once, (Maybe) I Would Like The Media To Ask All The White Nominees And Studio Heads How They Feel About Another All White Ballot. If Someone Has Addressed This And I Missed It Then I Stand Mistaken. As I See It, The Academy Awards Is Not Where The “Real” Battle Is. It’s In The Executive Office Of The Hollywood Studios And TV And Cable Networks. This Is Where The Gate Keepers Decide What Gets Made And What Gets Jettisoned To “Turnaround” Or Scrap Heap. This Is What’s Important. The Gate Keepers. Those With “The Green Light” Vote. As The Great Actor Leslie Odom Jr. Sings And Dances In The Game Changing Broadway Musical HAMILTON, “I WANNA BE IN THE ROOM WHERE IT HAPPENS”. People, The Truth Is We Ain’t In Those Rooms And Until Minorities Are, The Oscar Nominees Will Remain Lilly White. (Cont’d) Una foto pubblicata da Spike Lee (@officialspikelee) in data:

Per David Oyelowo l’attore di Selma gli Oscar non sono rappresentativi

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