Mancano poche ore all’arrivo in aula al Senato della legge sulle unioni civili.
Il Pd, come previsto, ha stabilito che voterà compatto il testo, qualunque sia la forma finale che gli daranno gli emendamenti. Sul delicato passaggio della stepchild adoption, però, è ugualmente confermato, per i senatori del Pd, il voto libero secondo coscienza.

E mentre Angelino Alfano, intravedendo l’esito del voto, si dice pronto al referendum, il leghista Roberto Maroni, incredibilmente contento delle parodie scatenate dal suo Pirellone illuminato, cerca di risvegliare l’animo più battagliaro di Ncd: «Se il parlamento approverà le unioni civili con la stepchild adoption», dice il presidente lombardo, «il Nuovo centrodestra non potrà restare in quella maggioranza». Nel nuovo centrodestra, però, non la pensano proprio così.

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Come vi racconteremo sul prossimo numero di Left in edicola, mancando poche ore al dibattito in aula, mancano pochi giorni anche al terzo Family Day («È il terzo ed è sempre contro», è l’attacco dell’analisi di Chiara Saraceno, che troverete in apertura del giornale). Gli organizzatori stanno limando gli ultimi particolari. E se la piazza sarà piena di bacchettoni e pure di qualche ministro (Galletti, nello specifico), magra consolazione è il trattamento riservato a Casa Pound e Forza Nuova. «Se vengono, staranno altrove», dicono gli organizzatori ai gruppi di estrema destra: «Non li vogliamo nella nostra piazza, sia chiaro che non abbiamo nulla a che fare con Forza Nuova e con CasaPound». Almeno questo.

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