Dove eravate domenica scorsa alle 11 del mattino? Se foste dei fumatori incalliti di marijuana non avreste grande memoria e non è detto che sapreste rispondere. O almeno così sostiene una ricerca seria sul consumo di erba dell’Università di Losanna e pubblicato sulla rivista medica americana Jama- Internal Medicine che ha monitorato consumatori accaniti e non per 25 anni.
Lo studio ha verificato che le persone che fumavano marijuana su una base quotidiana per un lungo periodo di tempo – almeno cinque anni – hanno, raggiunta la mezza età, una memoria verbale più povera di chi non fuma. Anche tenendo conto di altri aspetti che contribuiscono alla capacità di usare il cervello come l’istruzione o l’uso di altre sostanze.
L’unità inventata dagli scienziati è “anni-marijuana”, ovvero consumo di marijuana ogni giorno per un anno (o un giorno sì e uno no per due…e così via).
La performance dei fumatori incalliti non è catastrofica e riguarda fondamentalmente solo la memoria breve. Un argomento contro il fumo, ma anche, tutto sommato, niente di molto grave per qualcosa che somiglia all’abuso di una sostanza.
Quanto peggio funziona la memoria dei fumatori d’erba? L’esempio del test fatto è il seguente: a due gruppi, uno di fumatori e l’altro no, vengono dette 15 parole ciascuno, poi, 25 minuti dopo si chiede loro di ripetere l’elenco. Il gruppo dei non fumatori (o fumatori occasionali) ricorda in media 9 parole, quello dei fumatori abituali 8,5. Al crescere degli ”anni-marijuana” e dell’età, aumenta il numero di parole dimenticate. Un 45enne che fuma da 20 anni ricorda in media 2,5 parole in meno della media dei non fumatori.
L’aspetto positivo per i fumatori è che per gli altri test sul funzionamento del cervello – concentrazione e risoluzione dei problemi – gli scienziati non hanno individuato falle. Certo, per quelli che si trovassero a dover fornire un alibi, meglio usare una tecnica in stile Memento: scrivere da qualche parte i propri ricordi.

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