Ve la ricordate “La Maddalena”? O meglio, il resort a 5 stelle costruito dalla Mita – proprietà di Emma Marcegaglia – per ospitare il G8 del 2009, e mai utilizzato?
Ecco: l’ex Arsenale, come un’anima in pena (e in lenta decomposizione), giace ancora sull’isolotto sardo in attesa di un’assegnazione qualsiasi. Finora rimasta sul groppone della Regione Sardegna, verrà ora riconsegnata al suo legittimo proprietario – e responsabile: il Consiglio dei Ministri. Precisamente, al Dipartimento della Protezione civile, che del colosso nulla aveva più voluto sapere.
A deciderlo, una sentenza del Tribunale di Cagliari, che chiude un contenzioso che va avanti da anni. Adesso, bisognerà però che sia nuovamente la politica a decidere il destino del della struttura, simbolo dello spreco di denaro pubblico in Italia.

Come scrive amareggiato l’architetto Stefano Boeri:

Nei giorni dopo lo spostamento del G8 a l’Aquila, visitando nell’ex Arsenale di La Maddalena un cantiere finito in tempi miracolosi e pensando ai soldi pubblici spesi per realizzare le opere, mi sono chiesto quali fossero le ragioni vere di una scelta così assurda. Uno spreco ingiustificabile di risorse.
A Maddalena non c’era ostentazione di lusso che potesse offendere un Paese colpito dalla calamità del terremoto. E a l’Aquila non c’era necessità di un piedistallo planetario che distraesse dalle tragedie della vita quotidiana

La struttura in vetro e cemento, ormai erosa da salsedine, maestrale e mancata manutenzione, solo di Imu è pesata fino a oggi sul bilancio della Regione ben 500mila euro l’anno, come scrive la Nuova Sardegna. Senza contare i milioni spesi all’epoca, quando l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, affiancato dall’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso, aveva deciso – a lavori avviati da mesi – di spostare il G8 a L’Aquila, appena colpita dal terremoto. Quasi mezzo miliardo di euro (480milioni), più della metà finita non si sa bene in quali rivoli. L’indagine per corruzione che ne scaturì vide imputata la famosa “Cricca della Ferratella” – di cui facevano parte fra gli altri, assieme a Bertolaso, il costruttore romano Diego Anemone e l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci (poi condannati) – per mancata bonifica e sottrazione di fondi.
Archiviazione invece per l’ex Commissario straordinario, nonostante avesse “la responsabilità del coordinamento di tutte le attività legate alla attuazione di opere strutturali e infrastrutturali”.

Tuttavia, l’abbandono dovuto allo spostamento del summit – costato solo di penale da pagare alla Mita Resort, 40 milioni di euro di risarcimento – è una pratica che tutt’ora chiede di essere risolta. E, da ieri, la responsabilità sarà ufficialmente e legalmente del governo. Sul tavolo del quale, ci sarebbe già la proposta di rilanciare il rottame di lusso – con i relativi costi di risanamento e ristrutturazione – come sede del prossimo summit dei potenti: «la discussione con il governo Renzi, va avanti in modo proficuo, a cominciare dall’ipotesi, che noi apprezziamo molto – esulta il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru – , che il prossimo G7 si tenga proprio a La Maddalena, per rimediare in breve tempo ai danni subiti da quel territorio nel recente passato».

 

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