L’incontro di Monaco è andato benino. Ora resta da vedere se, come e quando verrà implementato. La situazione umanitaria catastrofica – me non è una novità – e le tensioni regionali montanti hanno forse portato a più miti consigli Mosca. O forse no.
La notizia è semplice, in una riunione di ministri degli Esteri occidentali e di potenze regionali, si è deciso di aprire corridoi umanitari già da oggi e di cercare di implementare un cessate il fuoco entro una settimana in tutta la Siria tranne nelle aree dove si combatte l’Isis. La buona notizia è quella dei corridoi umanitari: ad Aleppo e altrove mancano acqua, cibo, medicine e coperte, se oggi e magari per un paio di giorni i convogli dell’Onu potranno passare allevieranno un pochimo le sofferenze.
Quanto al cessate il fuoco, questo è più complicato. Nella conferenza stampa finale Kerry ha detto che i raid sopra Aleppo devono cessare. Il suo omologo Lavrov non è dello stesso avviso. La Russia infatti sostiene che ad Aleppo le forze anti Assad siano terroristi. Vero, ci sono anche parti della città in mano a Daesh, e falso, in atre parti sono gruppi considerati interlocutori dall’Occidente a combattere Assad. Gli aerei di Mosca colpiscono entrambi, rendendo più complicata l’ipotesi che questi smettano di sparare mentre piovono bombe sulla loro testa.
Il ministro degli Esteri britannico ha detto che l’accordo ha qualche possibilità di reggere solo se la Russia la smetterà con i raid. E un rappresentante dell’opposizione aggiunto: «Se vedremo gli accordi implementati, ci presenteremo immediatamente a Ginevra per negoziare». Il problema è che più di una volta, come del resto in Ucraina, i russi firmano accordi ai tavoli internazionali e procedono con le azioni militari che li contraddicono. Primo aspetto da verificare è, appunto, l’apertura dei canali umanitari. Assad ha circondato Aleppo, se aprirà canali di passaggio è anche un metro per misurare l’influenza che Mosca ha sul regime siriano.
Chiunque, a questo punto, può lavorare per far saltare l’accordo. Certo, diverso se a sparare sono piccoli gruppi fuori controllo o l’esercito di Assad e le opposizioni con le quali si può e deve parlare. Qualsiasi cosa succeda comincerà un balletto di accuse reciproche. Se l’accodo di Monaco sia un pezzo di carta straccia o un piccolo e fragile mattoncino che pone le basi per la fine delle ostilità di una guerra spaventosa che ha fatto già quasi mezzo milione di morti e distrutto un Paese lo sapremo presto. Nelle prossime ore.

Commenti

commenti