Sembra normale, la nuova candidata sindaco 5 stelle che punta al Campidoglio. Nessuna stramberia visionaria, nessuno scivolone, niente fanatismo. Avvocato civilista con laurea nell’Università pubblica Roma Tre, mamma di un bimbo – 37 anni lei, 3 anni e mezzo lui -, Virginia Raggi è romana originaria di San Giovanni, zona popolare e signorile insieme ma abitante per scelta della periferia. Sportiva di quelle di buona famiglia a giudicare dalle attività (equitazione, ginnastica ritmica, ho praticato sci e attività subacquea), ma lavoratrice ambiziosa. Un po’ prima della classe, un po’ antipatica, ma competente, brillante e rigorosa, racconta chi l’ha conosciuta. Giacca, camicia e collana di perle, sempre.

E soprattutto: grillina purissima. Senza sbavature. Calma e impostata. Ambientalista (pulisce i parchi). Fedele (ha firmato il codice di comportamento voluto dalla Casaleggio Associati e che la impegna a discutere con lo staff del blog tutte le decisioni rilevanti). Discepola del volto pentastellato, Alessandro Di Battista. Questa, la sua dichiarazione di intenti:

Sono fermamente convinta che ogni buon governo debba riportare al centro delle scelte politiche il rispetto del cittadino, delle leggi e dell’ambiente. Queste sono le radici della filosofia del M5S. Privilegiare scelte a basso impatto ambientale e ad alto tasso di socialità consente di immaginare una nuova idea di città

Nel Movimento 5 stelle, sua «prima e unica esperienza politica», come racconta nel suo video di presentazione alle votazioni on-line, ci entra nel 2011; in Comune la come consigliera, nel 2013.


 

Presente assieme al marito alla prima riunione del MoVimento 5 Stelle di Roma, nato dalla fusione di precedenti Meetup territoriali, continua a essere attivissima sul territorio: cittadina frai cittadini, attivista fra gli attivisti. In Comune si è occupata, da mamma, di scuola, politiche sociali e cultura nelle rispettive Commissioni, ma anche di società partecipate e implementazione dei sistemi di partecipazione democratica. L’hanno votata in 1.764 su , pari al 45,5% delle preferenze, battendo il capogruppo uscente Marcello De Vito (che con il 35% dei voti pare sarà il candidato vice sindaco).

Mafia Capitale è l’inno della campagna Cinquestelle #RomaaiRomani – curata dallo staff Comunicazione nazionale, che si occupa delle campagne elettorali amministrative e addestra i candidati a parlare pubblicamente. Il suo primo post da candidata, invece, dal conosciuto sapore di populismo, va dritta al punto sul quale la sensibilità degli abitanti capitolini viene senz’altro toccata maggiormente rispetto alle tematiche ambientali e culturali: «Ora, lo dico da subito: con noi al governo della città, i debiti prodotti dai partiti li pagheranno i partiti». E prosegue: «Se qualcuno pensa di poter continuare a fare cassa sul sociale e quindi sulle famiglie romane, sappia che ci opporremo con ogni mezzo», tralasciando però il fatto che proprio molti cittadini romani sono complici del malaffare e dell’incuria in cui giace la Capitale. Ma si sa, queste cose in campagna elettorale, non si dicono.

m5sraggi

 

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