È stato Alessio Zemoz, trentunenne di Aosta, ad aggiudicarsi il Premio Fotografia Italiana under 40 promosso da Fondazione Fotografia, Sky Arte e UniCredit e riservato ad artisti emergenti italiani che operano attraverso i molteplici linguaggi dell’immagine, promosso in parallelo al Premio Internazionale.

Zemoz si è imposto grazie al progetto ‘lo vàco – il vuoto’, un’indagine sui paesaggi abbandonati della Valle d’Aosta. “Tra documentazione, produzione artistica nell’ambito della fotografia contemporanea e ricerca scientifica di matrice antropologica, il lavoro di Zemoz restituisce uno spaccato dell’identità del suo territorio d’origine. Partendo dalla constatazione che non è possibile fotografare il vuoto, l’artista ha cercato di evocarlo attraverso una narrazione che unisce fotografie di paesaggio a fotografie di famiglia, evidenziando la relazione inscindibile tra luoghi e persone che caratterizza i territori alpini della regione. Zemoz, al tempo stesso oggetto e soggetto della ricerca, non cade mai in una rievocazione nostalgica, ma ci indica piuttosto come la progressiva scomparsa del passato conduca anche alla perdita del suo senso”: queste le motivazioni della giuria, la stessa del Premio Internazionale.
Ad Alessio Zemoz, scelto tra una rosa di 10 finalisti, vanno un premio in denaro del valore di 15 mila euro e una mostra personale al Foro Boario di Modena, ‘Alessio Zemoz. Lo vàco – il vuoto’, a cura di Christine Frisinghelli, allestita in parallelo a quella di Santu Mofokeng, fino all’8 maggio 2016.

 

In evidenza: Alessio Zemoz, Lo Vaco / Il Vuoto, 2012-2014, Immagine dalla serie, dittici e trittici, 50×40 cm ciascuna fotografia, stampa inkjet © Alessio Zemoz
(a cura di Monica Di Brigida)

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