Ve lo ricordate il famoso manifesto anni 40 che rappresenta una donna che fiera dichiara “We can do it”? Quel poster che ha fatto il giro del mondo, diventando con gli anni un simbolo universale dell’emancipazione femminile, fu realizzato nel 1943, nel pieno della seconda Guerra mondiale, da J. Howard Miller e ritrae di Rosie the Riveter, Rosie la Rivettatrice, fugura che si ispirerebbe a Rose Will Monroe, una rivettatrice della Willow Run Aircraft Factory in Michigan fra le protagoniste di uno spot di propaganda girato proprio durante il secondo conflitto mondiale per incitare le donne a prendere nelle fabbriche il posto degli uomini che erano impegnati al fronte.

We_Can_Do_It!

Le donne si trovarono improvvisamente ad essere al centro della vita produttuva del Paese tanto che quando il governo degli Stati Uniti nel 1942 lanciò un piano per razionalizzare la forza lavoro americana, dichiarò apertamente che la massima efficienza implicava «necessariamente anche la partecipazione delle donne». Per tutta la durata della guerra la Farm Security Administration e l’Office of War Information ingaggiarono una serie di fotografi per ritrarre lo sforzo di un paese che scendeva in campo per combattere l’avanzata delle dittature fasciste nel vecchio continente, l’immagine che si doveva trasmettere al mondo era quella di un Paese produttivo, all’avanguardia, ed emancipato, un Paese in cui ogni braccio e ogni testa era fondamentale per vincere la guerra e non importava se appartenesse a un uomo o ad una donna. Una presa di coscienza forte che pose le basi per le battaglie femministe degli anni successivi. Ecco una selezione che mostra alcune di quelle immagini, scattate nelle fabbriche di aerei della seconda guerra mondiale, provenienti dall’archivio digitale della Biblioteca del Congresso.

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emancipazione femminile donne lavoro

Nel 1941 solo l’1% degli operai impiegati nell’industria dell’aviazione erano donne, nel 1943, a quanto riporta il numero di Life uscito il 9 agosto di quell’anno, la percentuale di donne sale al 65%. Più in generale in quegli anni la forza lavoro femminile negli stati uniti conta circa 16 milioni di donne al lavoro, un quarto di queste è impegnata in industrie che producono commesse belliche.

 

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«Sei arrivata in California, ti sei messa i pantaloni, hai preso in mano la gavetta del pranzo e sei andata a fare un lavoro da uomo. Questo è stato l’inizio per le donne della sensazione che potevano essere qualcosa di più di quello che fino a quel momento erano state»

Sybil Lewis, rivettatrice alla Lockheed

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