Mercoledì 23 marzo, a Roma, arriva DiEM25, il Movimento per la Democrazia in Europa lanciato da Yanis Varoufakis. Tra gli organizzatori, c’è anche il regista di Shooting Silvio, Berardo Carboni. Gli abbiamo chiesto il perché.

Come è nato l’incontro con Varoufakis?

La scorsa estate quando eravamo in Grecia insieme a Lorenzo Marsili, direttore di European Alternatives, a girare una puntata di Talk Real, il nostro Talk show nomade per il web proprio nei giorni in cui Syriza vinceva il referendum. Il 61% degli elettori sceglieva di dare ragione al governo di Alexis Tsipras, che nel referendum si era schierato apertamente per il fronte dell’Oxi. Determinanti sono stati soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni: quasi il 70% ha votato contro l’accordo proposto dai creditori internazionali. Nei giorni a seguire venivano chiuse le banche.
In quei giorni abbiamo parlato a lungo di Europa con Srecko Horvat filosofo croato, poi divenuto uno dei principali animatori di DiEM, Costas Douzinas, tra i più influenti filosofi mondiali poi diventato parte attiva di Syriza e tanti altri. Tutti condividevano il “Piano C”: non arrestarsi davanti a un’Europa “funzionalista” e antidemocratica, senza per questo fare opera di retroguardia, tornando al nazionalismo. L’idea che circolava era quella di creare invece un movimento capace di lottare per costruire una nuova Europa, democratica giusta e inclusiva. Anche Varoufakis stava lavorando a qualcosa di simile. Ci è sembrato quindi naturale seguire il progetto dell’ex ministro delle Finanze greco. Sei mesi dopo, a febbraio 2016, lo abbiamo incontrato in Germania lanciando DiEM25 in una puntata di Talk Real, e lo abbiamo invitato a Roma.

Perché hai deciso di sostenere DiEM25 in Italia?

Da qualche anno lavoro a un progetto, un film di fantascienza, Parellel future che racconta la storia di un movimento politico rivoluzionario, il film parte dal presente e poi racconta la storia del movimento e del mondo in uno scenario che si fa a mano a mano sempre più distopico fino ad arrivare nel 2052 in cui il movimento è diventato egemonico ma è troppo tardi per cambiare il mondo. Diem25 già nel nome – acronimo di Democracy in Europe Movement 2025 e ancora di più nella progettualità è di grande ispirazione, pensare di poter seguire cosi da vicino questo processo e di poter in qualche modo contribuire alla sua articolazione mi stimola e mi diverte molto mi consente di vivere una dimensione della mia vita dove realtà e immaginazione si fondono.

Quando hai deciso di fare cittadinanza attiva attraverso il cinema?

L’11 settembre del 2001 stavo montando il mio primo lungometraggio, una docufiction girata con l’artista Lara Favaretto incentrata sulla figura di Sandra Milo e con la sua partecipazione. Durante una pausa abbiamo visto le Torri gemelle cadere, ho immediatamente capito che era cambiato tutto, mi è passata quasi la voglia di finire quel film e da quel momento tutto il mio lavoro si è concentrato nel creare progetti che non si limitino a porre dubbi sulla realtà, o a trasportare lo spettatore in universi metalinguistici e immersivi, ma cercano invece di recuperare una tradizione molto viva nella prima parte del secolo scorso in cui il cinema era uno strumento mitopoietico di azione sul reale. Ma c’è una profonda differenza tra ciò che faccio e il lavoro di cineasti come Dziga Vertov o Leni Riefensthal, storyteller visivi di un sistema; per me, oggi, il compito dell’arte è come dice Alain Badiou “formare un nuovo mondo, proporre un significante maestro che fornisca una nuova mappatura cognitiva”.

Così sono arrivati Shooting Silvio e VolaVola… metterai la tua arte al servizio di DiEM25?
Così si può leggere tutto il mio lavoro da Shooting Silvio in poi. Shooting Silvio è un film profondamente nichilista e insieme catartico, racconta ciò che non si deve fare e stimola a fare altro: uccide un immaginario e crea i presupposti per inventarne uno nuovo. Il documentario Euros e il talk show Talk Real mostrano un’indagine rivolta alla ricerca di idee, persone, reti e circostanze che producono nuove visoni, sono veri e propri diari di viaggio. Nell’animazione di VolaVola e in modo più completo in Youtopia, il film che girerò in primavera e che uscirà nella sale a inizio 2017, si delineano i primi connotati di questa visione. Con Diem25 questo processo di conoscenza profonda del reale e di invenzione di immaginari nuovi fa un passo importante, si trasforma in un’occasione concreta di agire nel reale. Siamo tutti in qualche modo sceneggiatori del nostro futuro.

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