«La decisione di scrivere questo libro ha anche un’altra motivazione. Mia figlia, a cui rivolgo qui le mie riflessioni, è per me un’assenza quasi costante, perché vive in Australia: quando non siamo insieme, contiamo i giorni prima del nuovo incontro; quando siamo insieme, contiamo i giorni che mancano alla separazione. Mentre lavoravo a queste pagine e pensavo alle sue reazioni a ogni mia frase, invece l’ho sempre avuta vicino». Yanis Varoufakis apre così il suo libro E’ l’economia che cambia il mondo (Rizzoli), rivolgendosi alla figlia adolescente che vive dall’altra parte di quel mondo.

La copertina di È l?economia che cambia il mondo

La domanda qualche tempo prima era stata: “Perché c’è tanta disuguaglianza?”, ma la risposta che Varoufakis aveva dato a Xenia non era stata sufficiente. Né per lei, né per lui.
Quando mi hanno chiesto di scrivere un breve articolo per Left.it su Diem25, il movimento che l’ex ministro delle Finanze greco ha fondato a Berlino lo scorso 9 febbraio e che, invitato da European Alternatives (su Left di questa settimana l’editoriale del suo fondatore Lorenzo Marsili), ha scelto Roma come sua prima tappa, mi sono domandata come chiedervi di provarci ancora. Di prestare attenzione alle parole, ancora. Alle idee che potrebbero contenere quelle parole. E mi è venuto in mente il perché si decide di scrivere un libro. Per amore di una bambina, Xenia, a cui si vuole spiegare meglio cosa sia la disuguaglianza e quanto «sia incredibile la facilità con cui si tende a considerare “logica”, “naturale” e “giusta” la distribuzione della ricchezza che abbiamo sotto gli occhi… Quando ti sembra di propendere per questo tipo di pensieri – le scrive Yanis -, ricorda: tutti i bambini nascono nudi, ma per alcuni è già stata pronunciata la condanna alla fame, allo sfruttamento e alla miseria. Non cedere mai alla tentazione di accettare una spiegazione logica per le disuguaglianze che finora, da ragazza che sei, hai ritenuto inaccettabili. Conserva dentro di te il rifiuto di considerarlo “logico”, “naturale” e “giusto”».
Mercoledì 23 marzo all’Aquarium di Roma a piazza Manfredo Fanti, dalle 9.30 di mattina, Left parteciperà a tutti i tavoli: Ambiente, Finanza, Lavoro, Migranti, Trasparenza, Democrazia. Perché benché tutti adulti, noi di Left, non riusciamo ad accettare nessuna “spiegazione logica” per le disuguaglianze che continuano ad apparirci “inaccettabili”. Ma non solo, siamo dominati da quel “rifiuto” di considerare quel modo di pensare “logico”, “naturale” e “giusto” che poi diventa “fare” mostruoso. Muri di filo spinato. Mentali e materiali.
Quando cogliamo lo stesso ostinato rifiuto di pensare “logico”, noi di Left ci siamo.
Andiamo e ci confrontiamo, siamo nati così. Nudi. Difficile, in questa fase politica e culturale che non regala nulla, vivere e scrivere in Italia. Giusto allargare allora, smontare muri e confini e occuparci di Europa, di un’altra Europa, di quello “spazio largo e umano” che ci avevano fatto sognare. Per un intero giorno: una plenaria con Yanis Varoufakis, ore di lavoro sui temi più attuali, presentazione dei risultati dei lavori, e serata insieme a Varoufakis, Cecilia Strada, Marisa Matias, Julian Assange, Jorge Moruno di Podemos, Lorenzo Marsili e molto altri. Cosa è Diem25, perché 25 e come si propone di mettere in “movimento” la democrazia? Con quali idee e strumenti? Noi andiamo per contribuire. Perché da Roma si inizia. Sarà un caso? Forse sì, ma è troppo fortunato per non approfittarne. La parola dalla quale si parte è “Trasparenza”. E per Left, la Trasparenza è sinonimo di “Onestà”, nostro valore cardine. E allora “Carpe diem”.

www.diem25.org, euroalter.com

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