La condanna del presidente della repubblica serba di Bosnia è giusta. Ma le responsabilità del disastro della ex Jugoslavia sono tante. Ci sono altri boia rimasti liberi e c'è la comunità internazionale che per anni assistette inerme a quella tragedia

Genocidio! Fu tale, secondo il tribunale internazionale dell’Aja lo stermino di 8mila bosniaci musulmani perpetrato l’11 luglio del 1995 a Srebrenica.  Radovan Kadadzić, presidente, all’epoca dei fatti, della Repubblica serba di Bosnia, ne è stato considerato il mandante e per questo condannato a 40 anni di carcere. La corte lo ha riconosciuto colpevole di crimini contro l’umanità anche per l’assedio di Sarajevo. Giustizia è fatta? Sì, Karadzić, che ha sempre sostenuto di essersi battuto “per la pace, per prevenire la guerra e limitare le sofferenze delle persone” è sicuramente colpevole. A Srebrenica furono sistematicamente eliminati e gettati nelle fosse comuni tutti i maschi bosniaci musulmani in età per imbracciare un fucile, per lavorare, per procreare: crimine orrendo di cui lo psichiatra Karadzić è colpevole.

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epa000230886 Crowds gather at the Potocari Memorial Centre near Srebrenica on Sunday, 11 July 2004, to bury 338 recently identified Srebrenica victims and commemorate the ninth anniversary of the massacre. Thousands more still await identification. Bosnian Serb troops massacred up to 8,000 Bosnian Muslim men and  expelled more than 30,000 women, children and elderly after capturing the former eastern Muslim enclave of Srebrenica on 11 July 1995, during the 1992-1995 war in Bosnia-Herzegovina.  EPA/FEHIM DEMIR

Ma non è il solo responsabile. Ci furono colpe gravissime da tutte le parti in quella guerra. Potrei citare Naser Orić, comandante delle forze musulmane, che dall’enclave di Srebrenica tra il 1993 e il 1994 mosse attacchi infami contro  vicini villaggi serbi, programmando e attuando una vera e propria pulizia etnica. E ci furono atti di ferocia commessi da croati ai danni dei serbi e da croati insieme ai serbi, contro  bosniaci-musulmani. Nè si può tacere la responsabilità, almeno oggettiva, dell’Europa, che gioiosamente favorì lo smembramento della ex Jugoslavia, pur sapendo che i serbi sarebbero stati cacciati dalla Croazia, che croati-cattolici, bosniaci-musulmani e serbi-ortodossi si sarebbero scannati.

D’altra parte la guerra dei Balcani è  finita con l’intervento militare della “comunità internazionale” contro la Serbia e a favore dell’indipendenza del Kosovo, Paese quest’ultimo abitato in maggioranza da albanesi di religione islamica, ma che vide nascere, nei suoi monasteri, l’identità nazionale serba. E la Giustizia non è mai uguale per i vincitori e per i vinti.  Quella che condanna Karadzić a non riveder le stelle – ha 70 anni – è una giustizia giusta ma lascia  in po’ di amaro in bocca. Perché il disastro dei Balcani andava evitato e non tutti i colpevoli sono stato perseguiti con la stessa severità.