«Da una grande riforma sorgono grandi problemi», dice Franco Corleone, appena nominato commissario per il superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). Chiudere i vecchi manicomi, edifici spesso fatiscenti costruiti tra ‘ 800 e ‘ 900, che ospitavano quei detenuti affetti da patologie psichiatriche «non è una passeggiata, si rischia il blocco della riforma». Perché le Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, cioè le nuove strutture affidate al ministero della Salute in collaborazione con il ministero della Giustizia, il Dap e le Regioni, stanno scoppiando. A parte il numero esiguo di posti letto, e l’assenza di tali residenze in alcune regioni, si verifica adesso una vera e propria «lotta per le Rems». Ci sono infatti nuovi ingressi che rischiano «di dilatarle a dismisura», sottolinea Corleone. I magistrati infatti indicano queste nuove strutture come destinazione nelle misure di sicurezza provvisoria. Per questo motivo «bisogna affrontare la riforma delle misure di sicurezza soprattutto quelle provvisorie», dice Corleone.

Un anno dopo il 31 marzo 2015, giorno della chiusura degli ex manicomi giudiziari, secondo quanto stabilito dalla legge 81/2014, la situazione è dunque ambivalente. Rimangono ancora 90 persone internate in quattro delle vecchie strutture. Sono così suddivise: 40 a Montelupo Fiorentino, 6 a Reggio Emilia, 18 a Aversa e 26 a Barcellona Pozzo di Gotto. Rispetto ai 708 internati negli Opg di un anno fa si tratta di un numero esiguo di “rei folli” che nei prossimi mesi, secondo Corleone, lasceranno i vecchi edifici manicomiali per essere dimessi o per andare nelle Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Strutture, quest’ultime, in cui dovrebbe prevalere l’aspetto terapeutico rispetto a quello meramente di custodia e sorveglianza. Come Left ha già scritto un anno fa qui, il 40% degli internati negli Opg al 2015 era affetto da schizofrenia, e il 23 % da disturbi psicotici. La prima struttura a chiudere tra una settimana sarà Reggio Emilia, poi, in concomitanza con l’apertura delle Rems in Abruzzo e Calabria, chiuderà l’Opg di Aversa. «Rimarranno Montelupo Fiorentino e Barcellona Pozzo di Gotto che hanno una situazione molto complicata», continua Corleone.

«È una detenzione illegale – sostiene Franco Corleone – e quindi è urgente rimediare a una situazione che diventa da tutti i punti di vista insostenibile sia per i principi costituzionali ma anche rispetto a decisioni della magistratura che è già intervenuta a questo proposito». Ma c’è l’altro grande problema. «Il Gip nelle misura provvisoria di sicurezza indica come destinazione le Rems. Questo sta facendo saltare il sistema per cui ci sono nuovi ingressi non previsti in questa dimensione». Franco Corleone, che oggi insieme a Mauro Palma (Garante nazionale dei detenuti) al senatore Luigi Manconi (Presidente della Commissione diritti umani del Senato e alle senatrici De Biasi e Dirindin partecipano a Roma al convegno degli operatori psichiatrici e sociali presso la sede nazionale della Cgil conclude invocando «la necessità di un intervento legislativo d’urgenza per chiarire queste dove le misure di sicurezza provvisorie devono essere eseguite, perché così il sistema non regge».

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