“Napoli sfiducia il governo Renzi” e un grande Pinocchio con su scritto Pd. Questa l’accoglienza in piazza che Napoli ha riservato all’uomo che la promesso di liberare l’Italia da lacci e laccioli. I giornali stigmatizzeranno i disordini: manifestazioni che cambiamo percorso, dunque non autorizzate, tafferugli, studenti feriti, anche qualche poliziotto. E se la prenderanno con il sindaco per aver disertato la cerimonia ufficiale dopo che il presidente del consiglio non aveva trovato tempo per ascoltare in un faccia a faccia le ragioni della città. De Magistris ha usato anche lo scherno, rispondendo “ho già comprato il costume, così ci faremo tutti un bagno” alla battuta del premier secondo cui a luglio si potrà fare il bagno nelle acque di Bagnoli.

Lo scontro verte sulle operazioni di risanamento che il governo appoggia, e che secondo gli oppositori favorirebbero i soliti pescecani, Fintecna, Caltagirone. Non un risanamento, ma un via libera alla speculazione, dicono.

Intanto però registriamo che il presidente del consiglio di un governo che si pretende “di sinistra” è andato in una città popolare in stato d’assedio, protetto dalla forza pubblica. É normale che così sia? No, non è normale. Segnala una deriva, l’incapacità del premier di far intendere le sue ragioni. Come ha detto Cuperlo: gli manca “lo statuto del leader, ma spesso ha l’arroganza del potere”.

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