In Francia è bandito,  in Italia – neanche a dirlo – è oggetto di scontro politico, con il M5s che attacca il Pd per aver avallato, con il suo voto al Parlamento Ue, la possibilità di usarlo ancora per 7 anni (invece dei 15 richiesti: la possibilità di usarlo in Europa scade a fine anno). Il glifosato, noto come Roundup prima che scadesse il brevetto di Monsanto, è un erbicida usato massicciamente da decenni in agricoltura contro le piante infestanti.

Il più utilizzato (è presente in 750 formulati) per la sua efficacia e uno di quelli, tanti, delle cui ricadute ambientali e sanitarie si sospetta di più. Inquinante per l’acqua e dannoso per gli ecosistemi, per lo Iarc è sospettato di essere cancerogeno, mentre il giudizio dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, è meno netto. Forse sì contro forse no.

Oggi a Roma il mensile Il Test Salvagente presenta il numero in uscita con i risultati delle analisi condotte su circa 50 alimenti e su 26 campioni di acqua di rubinetto di tutta Italia. Obiettivo: misurare la presenza di glofosato negli alimenti a base di cereali che arrivano sulle nostre tavole e nell’acqua che beviamo.

Uno dei relatori all’incontro, Mariagrazia Mammuccini, portavoce della coalizione StopGlifosato – che riunisce una quarantina di realtà dell’agricoltura e dell’ambientalismo – critica aspramente l’atteggiamento dell’Europa, che ha votato per prolungare l’uso dell’erbicida. “O ci sono prove certe che il glifosato non ha conseguenze sulla salute o, invece, i dubbi ci sono e allora è indispensabile rispettare il principio di precauzione e vietare del tutto l’erbicida, perlomeno fino a quando non sarà conclusa una valutazione scientifica indipendente sulla sostanza”.

L’inchiesta de Test Salvagente utilizza la definizione “roulette russa”, per evidenziare quanto sia “difficile trovare prodotti senza tracce del pesticida”. Pasta, farina, fette biscottate e corn flakes: le analisi condotte in due laboratori qualificati hanno individuato 12 casi di alimenti contenenti tracce dell’erbicida e due campioni d’acqua “positivi”.

Ora, spiega Riccardo Quintili, direttore del Test Salvagente, «il pallino è nelle mani della Commissione europea» che entro giugno deve decidere sul rinnovo dell’autorizzazione a usare il pesticida. E la speranza è che il principio di precauzione non si venda al miglior offerente.

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