Civiltà Cattolica, la storica rivista dei Gesuiti fondata nel 1850 a Napoli, dice sì alla riforma Boschi. Lo fa con un lungo, approfondito e anche equilibrato articolo di padre Francesco Occhetta che si intitola asetticamente La riforma della Costituzione. Ma il quadro “oggettivo” lascia trasparire il consenso alla riforma Boschi quando si fa riferimento all’«auspicabile successo del referendum». Nel testo (qui) Occhetta ripercorre la storia dei lavori che hanno portato alla riforma, a partire dalla Commissione dei saggi del governo Letta e  fotografa anche il dibattito attuale ricordando il documento dei 56 giuristi per il no. Della riforma si elencano gli elementi positivi e di rottura con il passato (il bicameralismo perfetto) con una apertura eventualmente a «successive modifiche migliorative che tengano conto delle critiche più motivate». Il testo – si legge – non intacca i principi sanciti dalla Costituzione, alla cui stesura ricordiamo, i cattolici hanno partecipato attivamente con Dossetti. Lo stesso Dossetti guarda caso che ieri sera a Porta a Porta il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha citato più volte.

Civiltà Cattolica, che, ricordiamo, è espressione della Segreteria di Stato vaticana –  Bergoglio, tra l’altro, è un gesuita – entra così nel pieno del dibattito attorno al referendum costituzionale, cita molto il presidente Mattarella ma inevitabilmente spiazza il fronte dei cattolici. «Mi stupisco che una rivista della tradizione e della storia come Civiltà Cattolica si schieri contro la parte più sensibile del mondo cattolico», afferma Gaetano Azzariti costituzionalista del Comitato del no. Azzariti cita centinaia e centinaia di cattolici che qualche settimana fa hanno firmato il manifesto dei cattolici del no. No alla democrazia dimezzata, il titolo di un testo (qui) che non lascia dubbi sulla volontà di opporsi alla riforma Boschi. «La posta in gioco tra il Sì e il No nel prossimo referendum costituzionale – scrivono i firmatari – non è il Senato ma è l’abbandono della Costituzione vigente e la sua sostituzione con un sistema di democrazia dimezzata in cui i valori e i diritti riconosciuti nella prima parte della Carta, da cui dipendono la vita, la salute e la possibile felicità del cittadini, sarebbero isolati e neutralizzati per lasciare libero campo al potere del denaro e delle sue istituzioni nazionali e sovranazionali». Esattamente il contrario di quanto sostiene Civiltà Cattolica. Tra i firmatari ci sono il giornalista Raniero La Valle, il missionario comboniano Alex Zanotelli, Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, Lorenza Carlassare, costituzionalista, Vittorio Bellavite, “Noi siamo Chiesa”. Decine e decine di firme di docenti universitari, giornalisti, uomini di Chiesa e vicini ai movimenti cattolici e laici di fede cattolica. «La Costituzione è un bene comune e, pur provenendo ciascuno da parti diverse, comune deve essere la battaglia di uomini e donne per la sua cura e la sua difesa, ognuno lottando però con i suoi colori e con le sue bandiere», scrivono. I cattolici del no sentono la minaccia nei confronti dei principi fondamentali della Costituzione, manifestano la propria opposizione al nuovo disegno istituzionale, anche per una «questione di patriottismo costituzionale». Di tutt’altro avviso padre Occhetta che arriva alla conclusione che a «essere riformata è l’ingegneria costituzionale della seconda parte». Quindi nessun snaturamento dei principi chiave della Carta. Due testi che sembrano arrivare da due pianeti diversi, segno di uno scontro evidente dentro il mondo cattolico.

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